MUTABON FORTE
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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Propriet� farmacodinamiche
05.2 Propriet� farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilit�
06.3 Periodo di validit�
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -[Vedi Indice].

MUTABON FORTE

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice].

- Ogni compressa rivestita con film contiene: Principi attivi: Perfenazina 4 mg + Amitriptilina cloridrato 25 mg.
Per gli eccipienti, vedere 6.1

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice].

Compresse rivestite con film.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice].

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice].

Mutabon Forte � indicato nel trattamento di vari disturbi mentali, sia reattivi sia endogeni, caratterizzati dalla coesistenza di ansia, tensione ed agitazione con depressione. Esso si � rivelato utile nei disturbi psiconeurotici e psicosomatici, nella sindrome da menopausa, nella depressione e ansia associate con malattie organiche, nell� alcoolismo acuto e cronico, nella sindrome depressiva e maniaco-depressiva, nelle reazioni schizofreniche, nelle psicosi involutive, nelle deviazioni sessuali e nei problemi del comportamento associati a deficienza mentale. Mutabon Forte si dimostra efficace nei pazienti con grave insonnia associata ad ansia e depressione.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice].

Il dosaggio di Mutabon Forte deve essere individualizzato secondo il particolare disturbo da trattare, la durata e la gravit� della malattia e la risposta del paziente. Di solito � sufficiente una compressa di Mutabon Forte 3.4 volte al giorno, generalmente sono necessari diversi giorni di trattamento per apprezzare in pieno l�attivit� terapeutica del preparato. Occorre tener presente che l�azione tranquillante si manifesta pi� rapidamente (2 o 3 giorni) di quella antidepressiva (1 settimana o pi�); pertanto i sintomi di tensione e di ansiet� scompaiono assai prima della sintomatologia depressiva. Nei pazienti con grave irrequietezza ed agitazione psicomotoria o insonnia persistente, � consigliabile somministrare 1 o 2 compresse di Mutabon Forte la sera mezz�ora prima di coricarsi e le rimanenti compresse durante la giornata. Per raggiungere un effetto completo occorrer� continuare il trattamento per diverse settimane; una volta ottenuto il controllo dei sintomi, il medico potr� gradualmente ridurre il dosaggio fino a stabilire la posologia individuale di mantenimento.
La necessit� di continuare il trattamento deve essere rivalutata periodicamente Alcuni pazienti, dopo un trattamento iniziale con questo farmaco possono migliorare sufficientemente da richiedere un quantitativo di perfenazina inferiore ai 4 mg presenti in Mutabon Forte; in tali casi si potr� continuare la terapia con Mutabon Antidepressivo che contiene solo 2 mg di perfenazina. A volte pu� invece essere necessario aggiungere a Mutabon Forte un ulteriore quantitativo di perfenazina nei casi in cui l�ansia e l�eccitazione rappresentano il disturbo primario, per cui � desiderabile un maggior effetto antipsicotico.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice].

Ipersensibilit� al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Sono stati riferiti casi di allergenicit� crociata con altri farmaci a struttura chimica analoga.
Glaucoma, aumento della pressione endo-oculare, ipertrofia prostatica, ritenzione urinaria sospetta o accertata, miastenia grave, discrasia ematica, depressione del midollo osseo o danno epatico. La somministrazione di Mutabon Forte � controindicata in associazione a farmaci depressivi del S.N.C.
(barbiturici, alcool etilico, narcotici, analgesici, antistaminici).
Negli stati comatosi e nei gravi stati di depressione. Turbe della emopoiesi (evitare pertanto la somministrazione contemporanea di farmaci potenzialmente leucopenizzanti). In pazienti con danno cerebrale sottocorticale presunto o accertato, con o senza danno ipotalamico, in quanto in tali pazienti pu� insorgere una reazione ipertermica con temperature superiori ai 40�C, talvolta non fino a 14 o 16 ore dalla somministrazione del farmaco.
Utili per il trattamento di tale reazione sono l�impacco di ghiaccio su tutto il corpo e la somministrazione di antipiretici. Gravidanza accertata o presunta.
Allattamento. Onde evitare manifestazioni anche gravi, crisi iperpiretiche fino alle convulsioni, al coma ed all�exitus, il prodotto non deve essere somministrato in associazione con gli IMAO, n� prima che siano trascorse almeno 2 settimane dall�interruzione di un trattamento precedente con detti farmaci. Amitriptilina cloridrato non � consigliata nel corso della fase acuta di ripresa dopo infarto del miocardio.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice].

La sicurezza e l�efficacia di Mutabon Forte in bambini di et� inferiore a 12 anni non sono state definite ed il suo impiego nei bambini non � raccomandato. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovr� valutare una eventuale riduzione della posologia. Durante la terapia con Mutabon Forte, i soggetti addetti ai macchinari o alla guida di veicoli devono usare prudenza, poich� il prodotto pu� indurre variazioni del tempo di reazione. Poich� le fenotiazine e gli antidepressivi triciclici influiscono su molte funzioni organiche, il loro uso sicuro ed efficace richiede un pretrattamento e periodici test di laboratorio, soprattutto durante trattamenti ad alte dosi o prolungati.
Periodicamente devono essere controllate la conta dei globuli rossi e la funzionalit� epatica e renale.
Se c�� il sospetto che il farmaco induca effetti cardiovascolari, deve essere fatto un elettrocardiogramma.
Se compaiono anomalie nei test di funzionalit� epatica o renale, il trattamento con Mutabon Forte deve essere interrotto. La possibilit� di suicidio in pazienti depressi continua durante il trattamento fino a che non si verifichi una significativa remissione dei sintomi.
Pazienti con tendenze suicide non devono avere accesso a grandi quantit� di Mutabon Forte. In corso di trattamento con farmaci antipsicotici � stato riportato un complesso di sintomi, potenzialmente fatale, denominato sindrome neurolettica maligna.
Manifestazioni cliniche di tale sindrome sono: iperpiressia, rigidit� muscolare, acinesia, disturbi vegetativi (irregolarit� del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, tachicardia, aritmie); alterazioni dello stato di coscienza che possono progredire fino allo stupore e al coma.
Il trattamento della s.n.m.
consiste nel sospendere immediatamente la somministrazione dei farmaci antipsicotici e di altri farmaci non essenziali e nell�istituire una terapia sintomatica intensiva (particolare cura deve essere posta nel ridurre l�ipertermia e nel correggere la disidratazione).
Qualora venisse ritenuta indispensabile la ripresa del trattamento con antipsicotici, il paziente deve essere attentamente monitorato. In generale, occorre osservare le stesse precauzioni che si seguono durante la somministrazione singola dei due componenti. Perfenazina: Particolare attenzione va posta nel somministrare la perfenazina a pazienti affetti da feocromocitoma o da insufficienza mitralica, per gli eventuali effetti ipotensivi che si possono verificare, controllabili peraltro con noradrenalina.
L�effetto antiemetico della perfenazina pu� mascherare i segni di iperdosaggio di altri farmaci o pu� rendere pi� difficile la diagnosi di affezioni come l�ostruzione intestinale, la sindrome di Reye, i tumori cerebrali o altre encefalopatie. Poich� la perfenazina determina un aumento del livello plasmatico della prolattina, i prodotti contenenti fenotiazine devono essere usati con opportuna attenzione nelle donne con neoplasia mammaria. Durante la fase post-operatoria in pochi pazienti in trattamento con fenotiazine si � verificata aspirazione di vomito.
Anche se non � stata stabilita una relazione causale, questa possibile evenienza deve essere tenuta in considerazione durante la gestione post-operatoria. I pazienti sottoposti a intervento chirurgico che ricevono alte dosi di perfenazina,devono essere attentamente controllati per la possibile comparsa di fenomeni di ipotensione.
Inoltre, pu� rendersi necessaria la riduzione delle quantit� di anestetici o sedativi del sistema nervoso centrale (SNC). Usare con cautela in soggetti esposti a temperature troppo alte o troppo basse in quanto le fenotiazine possono compromettere gli ordinari meccanismi di termoregolazione. Un significativo aumento della temperatura corporea, non spiegabile altrimenti, pu� suggerire un�intolleranza alla perfenazina; in tal caso, interrompere la terapia. Poich� sono state riportate reazioni di ipersensibilit� alle fenotiazine, i pazienti in trattamento con questi farmaci devono evitare l�eccessiva esposizione alla luce solare. Periodicamente devono essere controllati la conta dei globuli rossi e la funzionalit� epatica e renale. La perfenazina pu� aumentare lo stato di rigidit� muscolare in individui predisposti o gi� affetti da morbo di Parkinson o da forme Parkinson-simili, o da altri disturbi motori. La condotta della terapia deve essere improntata a particolare cautela in tutti i casi seguenti e cio�: in soggetti con anamnesi di epilessia o di fatti convulsivi, nei pazienti in astinenza da alcool, nei cardiopazienti specie se anziani, nell�arteriosclerosi cerebrale, nei pazienti con una storia di ritenzione urinaria o di ostruzione intestinale o di stenosi pilorica, nei nefro od epatopazienti gravi, negli ipertiroidei e in coloro che sono in corso di trattamento con ormoni tiroidei, nei soggetti esposti ad alte temperature, nei pazienti con danno respiratorio, dovuto a infezioni polmonari acute o a disturbi respiratori cronici, come asma grave o enfisema. Deve essere evitato l�uso di alcool, in quanto potrebbe potenziare gli effetti del farmaco, compresa ipotensione.
Il rischio di suicidio ed il pericolo di sovradosaggio pu� aumentare nei pazienti che fanno abuso di alcool. Nei pazienti in terapia a lungo termine, devono essere presi in considerazione il possibile verificarsi di danno epatico, di depositi corneali o lenticolari, di alterazioni alla retina e di discinesia irreversibile. I pazienti devono essere attentamente controllati per quanto riguarda gli effetti ematologici, specialmente fra la quarta e la decima settimana di terapia, per la comparsa improvvisa di mal di gola o di altri segni di infezione.
Se la conta dei globuli bianchi diminuisce e la conta differenziale mostra una significativa diminuzione dei granulociti, il farmaco deve essere interrotto e deve essere iniziata un�appropriata terapia.
Tuttavia, un leggero abbassamento dei globuli bianchi non � di per s� indicativo per l�interruzione del trattamento. In studi clinici randomizzati versus placebo condotti in una popolazione di pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici � stato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari.
Il meccanismo di tale aumento del rischio non � noto.
Non pu� essere escluso un aumento del rischio per gli altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti.
Mutabon Forte deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio per stroke. Amitriptilina cloridrato: Nei pazienti sottoposti a trattamento con un inibitore delle monoaminoossidasi, si raccomanda un intervallo di due settimane o pi� tra l�interruzione della somministrazione dell�inibitore delle MAO e l�inizio del trattamento con Mutabon Forte compresse al fine di permettere la guarigione dagli effetti dell�inibitore delle MAO ed evitarne un possibile potenziamento.
Il trattamento con Mutabon Forte compresse dovrebbe iniziare con cautela in tali pazienti, con un graduale aumento della dose fino al raggiungimento di una risposta soddisfacente. Monitorare attentamente i pazienti con disturbi cardiovascolari nel corso di terapia con Mutabon Forte.
I farmaci antidepressivi triciclici agiscono in modo marcato sul sistema cardiovascolare, anche a dosi terapeutiche.
Tali farmaci, tra cui amitriptilina cloridrato, hanno provocato aritmie, tachicardia sinusale e prolungamento dei tempi di conduzione, particolarmente se somministrati ad alte dosi.
Infarto del miocardio e ictus sono stati riportati con farmaci di questa categoria. A causa dell�attivit� anticolinergica dell�amitriptilina cloridrato, Mutabon Forte compresse deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con glaucoma ed aumentata pressione endoculare nonch� nei pazienti con ritenzione urinaria presente o anticipata.
Anche dosi usuali possono provocare nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso gravi incrementi della pressione endoculare. Un severo controllo � necessario durante la somministrazione di amitriptilina cloridrato a pazienti ipertiroidei ovvero a soggetti sottoposti a trattamento con farmaci tiroidei. Nelle psicosi maniaco-depressive, i pazienti depressi possono passare alla fase maniacale se trattati con un agente antidepressivo triciclico.
I pazienti con sintomatologia paranoide possono manifestare un eccesso di tali sintomi.
L�azione tranquillante di Mutabon Forte compresse pu� ridurre la possibilit� di comparsa di questo effetto. Sono stati riportati sia innalzamenti che abbassamenti dei livelli di zucchero nel sangue. Il rischio della elettroshockterapia pu� essere incrementato dalla concomitante somministrazione di amitriptilina cloridrato.
Tale trattamento concomitante dovrebbe essere limitato a pazienti per i quali esso � ritenuto assolutamente essenziale. Se possibile, interrompere la terapia con Mutabon Forte compresse alcuni giorni prima di un intervento di chirurgia elettiva. Abuso e dipendenza dal farmaco: Generalmente, le fenotiazine, perfenazina inclusa, non provocano dipendenza psichica.
Tuttavia, a seguito dell�improvvisa interruzione di una terapia ad alto dosaggio, sono stati riferiti gastrite, nausea, vomito, vertigini, tremori ed iperattivit� motoria.
Studi suggeriscono che tali sintomi possono essere ridotti con la somministrazione continuata di agenti antiparkinson per alcune settimane dopo l�interruzione del trattamento con le fenotiazine. L�utilit� dell�amitriptilina nel trattamento della depressione � stata ampiamente dimostrata; tuttavia, si dovrebbe comprendere che l�abuso di amitriptilina tra i tossico-dipendenti non � raro. L�improvvisa interruzione della terapia con antidepressivi triciclici a dosi elevate pu� provocare sintomi a cascata, tra cui malessere, brividi, coriza, dolore muscolare, cefalea, nausea, vomito, ansia, instabilit�, capogiri e acatisia.
Questi sintomi non sono indicativi di assuefazione.

04.5 Interazioni - [Vedi Indice].

Perfenazina: La somministrazione concomitante di fenotiazine pu� potenziare gli effetti depressivi sul sistema nervoso centrale (SNC) di oppiacei, barbiturici o altri sedativi, anestetici, tranquillanti, alcool (etanolo) e meperidina (e di altri analgesici oppiacei), per cui pu� essere necessaria una riduzione delle dosi di questi agenti e bisogna evitare sovradosaggio.
Analogamente, l�uso concomitante di questi prodotti pu� potenziare le fenotiazine. L�associazione con altri psicofarmaci, con anticolinergici o simpaticomimetici richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico, onde evitare effetti indesiderabili da interazione. Mutabon Forte va somministrato con cautela in concomitanza a terapia antiipertensiva con reserpina, guanetidina, metildopa, beta-bloccanti o composti simili.
L�eventuale comparsa di ipotensione pu� essere controllata con nor-adrenalina (non adrenalina, in quanto la sua attivit� � antagonizzata dalla perfenazina). La somministrazione contemporanea di cimetidina pu� aumentare le concentrazioni plasmatiche di amitriptilina ed i relativi effetti anticolinergici. Se il paziente � in trattamento con anticonvulsivanti pu� essere richiesta una dose maggiore di questi farmaci in concomitanza alla somministrazione di perfenazina. Occorre usare cautela in caso di somministrazione concomitante di perfenazina e fenitoina. Gli antipsicotici possono provocare un aumento o una diminuzione dei livelli sierici di fenitoina. Il concomitante trattamento con amitriptilina ed elettroshock-terapia pu� aumentare i pericoli di tale trattamento che deve essere limitato ai soli pazienti per i quali sia assolutamente indispensabile. Amitriptilina cloridrato: E� stato riportato che la somministrazione concomitante di farmaci antidepressivi triciclici e degli inibitori delle monoaminoossidasi (MAO) provoca reazioni simili ad un avvelenamento da atropina con conseguenti crisi iperpiretiche, convulsioni e morte.
Questi effetti si sono solitamente verificati a seguito di sovradosaggio o somministrazione parenterale di entrambi i farmaci.
A seguito della somministrazione per via orale dei due farmaci a dosaggio terapeutico sono stati riferiti iperpiressia non fatale, ipertensione, tachicardia, confusione e convulsioni. La somministrazione concomitante di cimetidina e antidepressivi triciclici pu� aumentare le concentrazioni plasmatiche di questi ultimi.
Gravi sintomi anticolinergici sono stati associati ad elevati livelli di antidepressivi triciclici nel siero.
Quando il trattamento con tale componente � stato introdotto in pazienti che gi� assumevano cimetidina, si sono osservate concentrazioni sieriche stabili (steady-state) pi� elevate di quanto atteso.
Diversamente, valori minori delle concentrazioni sieriche steady-state di antidepressivi triciclici sono stati riportati all�interruzione del trattamento con cimetidina.
Pu� rendersi necessario un aggiustamento della dose. L�uso concomitante di amitriptilina e amine simpaticomimetiche, tra cui epinefrina associata ad anestetici locali, pu� incrementare l�attivit� dell�amitriptilina o dell�amina simpaticomimetica.
Gli accentuati effetti pressori e cardiaci dei simpaticomimetici possono essere fatali. La combinazione con elevate dosi di etcorvinolo dovrebbe essere impiegata con cautela in quanto in pazienti sottoposti a trattamento con tale associazione di farmaci � stata riferita la comparsa di delirio transitorio. La combinazione di amitriptilina e guanetidina pu� antagonizzare l�effetto antipertensivo della guanetidina.
I farmaci triciclici bloccano l�uptake dei neuroni adrenergici della guanetidina e dei composti con effetto simile.
Sar� necessario un aggiustamento della dose della guanetidina o del farmaco triciclico.
Non � raccomandata la somministrazione concomitante di Mutabon compresse e guanetidina o composti con effetto simile.
Ove possibile, viene richiesto un controllo dell�ipertensione prima di iniziare il trattamento con farmaci antidepressivi ed � necessario verificare settimanalmente la pressione sanguigna nel corso del primo mese di tale trattamento. L�impiego concomitante di amitriptilina, anticolinergici o antistaminici pu� potenziarne gli effetti anticolinergici.
L�aumentata attivit� anticolinergica pu� causare ileo paralitico o offuscamento della vista e pu� influire sulla pressione endoculare dei pazienti con glaucoma. L�uso concomitante di amitriptilina e agenti con azione depressiva sul Sistema Nervoso Centrale (SNC), quali alcool, barbiturici, sedativi o analgesici oppiacei, pu� potenziare gli effetti depressori sul SNC, tra cui la depressione respiratoria. L�assunzione concomitante di amitriptilina e diazepam risulta in un aumento dell�emivita e dei livelli plasmatici costanti dell�amitriptilina.
Questa interazione varia in modo molto importante tra i vari soggetti. L�uso concomitante di amitriptilina e reserpina pu� antagonizzare gli effetti della reserpina.
L�attivit� biochimica dell�isoenzima citocromo P450 2D6 (debrisochina idrossilasi) che metabolizza il farmaco � ridotta in un sottogruppo della popolazione caucasica (circa il 7.10% della popolazione caucasica � composta da soggetti detti �scarsi metabolizzatori�); non sono tuttavia disponibili stime affidabili sulla prevalenza della ridotta attivit� dell�isoenzima P450 2D6 nelle popolazioni asiatiche, africane e altre.
Gli �scarsi metabolizzatori� presentano concentrazioni plasmatiche di antidepressivi triciclici (tricyclic antidepressants, TCA) pi� elevate di quanto atteso, dopo somministrazione di dosaggi usuali.
A seconda della frazione del farmaco metabolizzata dal P450 2D6, l�aumento della concentrazione plasmatica pu� essere minimo o abbastanza elevato (pari a 8 volte l�aumento dell�AUC plasmatica dell�antidepressivo triciclico).
In uno studio su 45 pazienti anziani affetti da demenza e trattati con perfenazina, i 5 pazienti identificati in modo prospettico come �scarsi metabolizzatori� di P450 2D6 hanno presentato effetti collaterali significativamente maggiori nel corso dei primi 10 giorni di trattamento rispetto ai 40 �forti metabolizzatori�; dopo tale periodo, i gruppi hanno teso a convergere.
La fenotipizzazione prospettica dei pazienti anziani prima del trattamento neurolettico permette di identificare i soggetti a rischio di eventi avversi. Inoltre, alcuni farmaci inibiscono l�attivit� di questo isoenzima e rendono i soggetti metabolizzatori normali simili agli scarsi metabolizzatori.
Un individuo stabile ad un dato dosaggio di TCA pu� sviluppare una fortissima tossicit� se viene sottoposto a terapia concomitante con uno di detti farmaci inibitori.
I farmaci inibitori del citocromo P450 2D6 ne comprendono alcuni che non vengono metabolizzati dall�enzima (chinidina, cimetidina) e molti che sono dei substrati del P450 2D6 (molti altri antidepressivi, le fenotiazine e gli antiaritmici di tipo 1C propafenone e flecainide).
Tutti gli inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (SSRI), come la fluoxetina, la sertralina e la paroxetina, inibiscono il P450 2D6, ma l�ampiezza di tale inibizione pu� variare.
La misura in cui le interazioni dei TCA con gli SSRI pu� porre problemi clinici dipende dal grado di inibizione e dalla farmacocinetica degli SSRI coinvolti.
Ciononostante, occorre cautela nella somministrazione combinata di TCA e qualsiasi SSRI e anche nel passaggio da una categoria di farmaci all�altra.
Particolarmente importante il fatto che debba trascorrere un tempo sufficiente prima di iniziare il trattamento con TCA in un paziente che abbia interrotto l�assunzione di fluoxetina: ci� a causa della lunga emivita del metabolita parente e attivo (possono essere necessarie almeno 5 settimane). L�uso concomitante di antidepressivi triciclici e farmaci che possono inibire il citocromo P450 2D6 pu� richiedere dosi inferiori a quelle comunemente prescritte sia per gli antidepressivi triciclici che per gli altri farmaci.
Inoltre, laddove uno di questi altri farmaci viene eliminato dalla combinazione terapeutica, potr� essere richiesta una dose maggiore di antidepressivo triciclico.
E� auspicabile monitorare i livelli plasmatici dei TCA quando questi vengono somministrati insieme ad un altro farmaco noto per essere un inibitore del P450 2D6 (vedere anche Farmacologia clinica). L�uso concomitante di amitriptilina ed anticonvulsivanti pu� ridurre il controllo effettivo delle convulsioni nei pazienti epilettici. Sembra che gli agenti triciclici possano agire da deboli induttori del metabolismo del farmaco.
Gli effetti anticolinergici degli antidepressivi triciclici possono rallentare la motilit� gastrointestinale in modo tale da interferire con l�assorbimento di vari altri farmaci.
Inoltre, il ritardato transito dallo stomaco pu� risultare nella inattivazione di farmaci quali levodopa e fenilbutazone. Interazioni tra farmaco e test di laboratorio: I metaboliti urinari delle fenotiazine possono rendere le urine scure, dando risultati falso-positivi per urobilinogeno, amilasi, uroporfirine, porfobilinogeni e acido 5.idrossi-indolacetico. I pazienti che ricevono dosi terapeutiche di fenotiazine possono presentare alterazioni elettrocardiografiche, come un allungamento dell�intervallo QT accompagnato da un ampliamento, smussamento e da una incisione dell�onda T.
A dosi pi� elevate si possono verificare un abbassamento e l�inversione dell�onda T. La principale alterazione elettrocardiografica osservata con amitriptilina consiste nell�appiattimento o nell�inversione delle onde T.
A seguito di sovradosaggio si osservano ampliamento del complesso QRS, prolungamento dell�intervallo QT, nonch� segmenti ST e onde T anomali. Gli antidepressivi triciclici possono abbassare la soglia convulsiva e produrre quadri elettroencefalografici anomali. La perfenazina pu� aumentare i livelli di iodio legati alle proteine plasmatiche senza causare tirotossicosi clinica. Poich� le fenotiazine possono causare una diminuzione della secrezione adrenocorticoide come conseguenza di un diminuito rilascio di corticotropina, la perfenazina pu� interferire con il test al metirapone di funzionalit� ipotalamo-ipofisaria. Nelle pazienti in trattamento con fenotiazine il test di gravidanza effettuato sulle urine pu� fornire risultati sia falsi positivi che falsi negativi.

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice].

Mutabon Forte compresse dovrebbe essere utilizzato nel corso della gravidanza, accertata o presunta, e nel corso dell�allattamento, solo se i benefici potenziali per la madre giustificano i rischi potenziali per il feto od il bambino. La perfenazina viene escreta rapidamente nel latte materno e potrebbe causare effetti indesiderati nel neonato allattato al seno.
L�amitriptilina � stata misurata nel latte umano.
La sicurezza di impiego di Mutabon Forte nel corso dell�allattamento non � stata stabilita; quindi, nel somministrare il farmaco alle madri che allattano � necessario valutare i possibili benefici rispetto ai possibili rischi per la madre ed il bambino.

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice].

Durante la terapia con Mutabon Forte, i soggetti addetti a macchinari o alla guida di veicoli devono usare prudenza, poich� il prodotto pu� indurre variazioni del tempo di reazione.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice].

Perfenazina: Non tutti gli eventi avversi riportati di seguito sono stati riferiti con l�uso di perfenazina; tuttavia, a causa delle analogie farmacologiche tra i vari derivati delle fenotiazine � necessario considerarli singolarmente.
Con il gruppo delle piperazine (a cui appartiene la perfenazina) i sintomi pi� comuni sono quelli extrapiramidali mentre altri sono meno frequenti (ad esempio, sedazione, ittero, discrasia ematica, convulsioni ed effetti sul sistema nervoso autonomo). Sistema nervoso centrale: Reazioni extrapiramidali: opistotono, trisma, torcicollo, torcicollo spastico, dolore e intorpidimento agli arti, irrequietezza motoria, crisi oculogire, iperriflessia, distonia, inclusi protrusione, alterazione del colore, dolore e arrotolamento della lingua, spasmo tonico dei muscoli masticatori, senso di costrizione alla gola, dizione confusa, disfagia, impossibilit� a star seduti, discinesia, parkinsonismo e atassia.
I sintomi extrapiramidali possono solitamente essere controllati con l�uso concomitante di agenti anti-parkinsoniani, quali benzatropina mesilato, e/o con la riduzione del dosaggio.
Tuttavia, in alcuni casi le reazioni extrapiramidali possono persistere dopo l�interruzione del trattamento con perfenazina. Discinesia persistente tardiva: Come con tutti gli agenti antipsicotici, la discinesia tardiva pu� comparire in alcuni pazienti in terapia a lungo termine ovvero pu� insorgere dopo l�interruzione del trattamento.
Sebbene il rischio sembri maggiore negli anziani, specialmente nelle donne, trattati con alte dosi di farmaco, tale fenomeno pu� anche verificarsi in pazienti di ambo i sessi e nei bambini.
I sintomi sono persistenti ed in alcuni pazienti sembrano irreversibili.
Sebbene molto meno comunemente che con l�uso prolungato, questa sindrome pu� svilupparsi dopo periodi di trattamento relativamente brevi e a basse dosi.
Qualora insorgessero questi sintomi, si suggerisce di interrompere il trattamento con tutti gli agenti antipsicotici.
La sindrome potrebbe venire nascosta qualora fosse necessario istituire nuovamente il trattamento, aumentare il dosaggio o passare ad un altro agente antipsicotico.
Lievi movimenti vermicolari della lingua possono essere un segno precoce della sindrome.
Interrompendo il trattamento in questo momento, la sindrome completa potrebbe non svilupparsi. Altri effetti sul sistema nervoso centrale: Edema cerebrale; anomalie delle proteine del fluido cerebrospinale; attacchi convulsivi, particolarmente in pazienti con anomalie dell�EEC o con storia di tali disturbi, e cefalea. In pazienti trattati con farmaci neurolettici � stata segnalata sindrome neurolettica maligna (SNM). E� una sindrome relativamente non comune, potenzialmente letale, caratterizzata da grave disfunzione extrapiramidale, accompagnata da rigidit� ed eventualmente stupor o coma, ipertermia e disturbi autonomi, tra cui effetti cardiovascolari.
Non esiste alcun trattamento specifico; la somministrazione del farmaco neurolettico dovrebbe essere interrotta immediatamente e si dovrebbe iniziare un trattamento di supporto intensivo idoneo.
Se dopo la guarigione dalla SNM per il paziente � richiesto un trattamento con farmaci antipsicotici, � consigliabile un monitoraggio cautelativo, in quanto la SNM potrebbe ripresentarsi. Pu� subentrare sonnolenza, soprattutto nel corso della prima o seconda settimana di trattamento; dopo di che,solitamente, tale disturbo scompare.
Gli effetti ipnotici sembrano essere minimi, specialmente in pazienti cui � permesso rimanere attivi. Eventi avversi a livello comportamentale: Aggravamento paradosso di sintomi psicotici, stati simil-catatonici, reazioni paranoiche, letargia, eccitamento paradosso, irrequietezza, iperattivit�, confusione notturna, sogni bizzarri e insonnia.
Iperriflessia � stata riferita nel neonato quando una fenotiazina � stata somministrata nel corso della gravidanza. Effetti del sistema autonomo: Occasionalmente secchezza delle fauci o salivazione, nausea, vomito, ritenzione gastrica, diarrea, anoressia, stipsi, stitichezza ostinata, fecaloma, ritenzione urinaria, frequente bisogno di urinare o incontinenza, paralisi della vescica, poliuria, congestione nasale, pallore, miosi, midriasi, visione offuscata, glaucoma, sudorazione, ipertensione, ipotensione e alterata frequenza del polso.
Significativi effetti autonomi sono risultati poco frequenti in pazienti trattati con meno di 24 mg di perfenazina al giorno. A seguito di terapia con fenotiazina pu� occasionalmente verificarsi ileo adinamico che, se grave, pu� causare complicanze e decesso.
Ci� � particolarmente preoccupante nei pazienti psichiatrici che possono non richiedere spontaneamente di essere trattati per tale condizione. Effetti allergici: Occasionalmente si possono verificare orticaria, eritema, eczema, dermatite esfoliativa, prurito, fotosensibilit�, asma, febbre, reazioni anafilattoidi ed edema della laringe.
Edema angioneurotico e dermatite da contatto sono stati riferiti nel personale infermieristico che ha somministrato le fenotiazine.
In casi estremamente rari, l�idiosincrasia individuale ovvero l�ipersensibilit� alle fenotiazine hanno causato edema cerebrale, collasso circolatorio e decesso. Effetti endocrini: Lattazione, galattorrea, moderato ingrossamento mammario nelle donne e ginecomastia negli uomini dopo dosi elevate, disturbi del ciclo mestruale, amenorrea, alterazioni della libido, inibizione dell�eiaculazione, iperglicemia, ipoglicemia, glicosuria, sindrome della secrezione inappropriata dell�ormone antidiuretico (ADH). Effetti cardiovascolari: Ipotensione posturale, tachicardia (specialmente con improvviso marcato aumento del dosaggio), bradicardia, arresto cardiaco, svenimento e capogiri.
Talvolta l�effetto ipotensivo pu� provocare una condizione simile allo shock.
Alterazioni non specifiche (effetto simil-chinidinico), solitamente reversibili, dell�ECG sono state osservate in alcuni pazienti sottoposti a trattamento con tranquillanti fenotiazinici. In pazienti sottoposti a trattamento con fenotiazine � stata occasionalmente riferita morte improvvisa.
In alcuni casi, il decesso era dovuto apparentemente ad arresto cardiaco; in altri, la causa sembrava essere asfissia dovuta ad insufficienza del riflesso della tosse. Effetti ematologici: Agranulocitosi, eosinofilia, leucopenia, anemia emolitica, porpora trombocitopenica e pancitopenia. La maggior parte dei casi di agranulocitosi sono avvenuti tra la quarta e la decima settimana di terapia. Effetti epatici: Pu� insorgere danno epatico (stasi biliare).
L�ittero - che compare solitamente tra la seconda e la quarta settimana di trattamento - � considerato come una reazione di ipersensibilit�.
L�incidenza � bassa.
Il quadro clinico assomiglia a quello dell�epatite infettiva ma con le caratteristiche di laboratorio dell�ittero ostruttivo.
E� solitamente reversibile; tuttavia � stato riportato ittero cronico. Altri effetti: Particolari fattori collegati alla terapia a lungo termine comprendono: pigmentazione cutanea, soprattutto nelle aree esposte; alterazioni oculari che consistono nel deposito di fine sostanza particellare nella cornea e nel cristallino e che, nei casi pi� gravi, arrivano a opacit� del cristallino a forma stellare; cheratopatie epiteliali; alterazioni retiniche; retinopatia pigmentaria. Sono stati osservati inoltre: edema periferico; effetto epinefrinico inverso; aumento della PBI non attribuibile ad un aumento della tirossina; gonfiore parotideo (raro); iperpiressia; sindrome simile al lupus eritematoso sistemico; aumento dell�appetito e del peso; polifagia; fotofobia; debolezza muscolare. Amitriptilina cloridrato: Sebbene con i farmaci antidepressivi, inclusa l�amitriptilina cloridrato, sia stata riferita l�attivazione di una schizofrenia latente, essa pu� essere evitata in alcuni casi con Mutabon Forte, grazie all�effetto antipsicotico della perfenazina.
Alcuni esempi di convulsioni epilettiformi sono stati riferiti in pazienti schizofrenici cronici nel corso di trattamento con amitriptilina cloridrato. Con l�impiego di un antidepressivo triciclico si dovranno prendere in considerazione le seguenti reazioni avverse: Effetti allergici: Rash, prurito, orticaria, fotosensibilizzazione, edema del volto e della lingua. Effetti anticolinergici: Secchezza delle fauci, visione offuscata, disturbi dell�accomodazione, stipsi, ileo paralitico, ritenzione urinaria, dilatazione delle vie urinarie. Effetti cardiovascolari: Ipotensione, ipertensione, tachicardia, palpitazioni, infarto del miocardio, aritmie, blocco cardiaco, ictus. Effetti sul sistema nervoso centrale e neuromuscolari: Stati confusionali, disturbi della concentrazione, disorientamento, fissazioni, allucinazioni, eccitazione, nervosismo, ansia, agitazione, insonnia, incubi notturni, sordit�, formicolio e parestesia alle estremit�, neuropatia periferica, mancanza di coordinazione, atassia, tremori, convulsioni, alterazioni nell�EEG, sintomi extrapiramidali, tinnito. Effetti sul sistema endocrino: Rigonfiamento dei testicoli e ginecomastia nel maschio, ingrossamento del seno e galattorrea nella femmina, aumentata o ridotta libido, innalzamento e abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue, sindrome dell�inappropriata secrezione di ADH. Effetti sul sistema gastrointestinale: Nausea, disturbi epigastrici, pirosi, vomito, anoressia, stomatite, alterazione del gusto, diarrea, ittero, rigonfiamento delle parotidi, lingua scura.
Raramente si � avuta epatite (inclusi alterata funzionalit� epatica e ittero). Effetti ematologici: Depressione del midollo osseo, incluse agranulocitosi, leucopenia, eosinofilia, porpora, trombocitopenia. Altri: Vertigini, debolezza, affaticamento, cefalea, aumento o perdita di peso, incrementata sudorazione, frequenza ad urinare, midriasi, sonnolenza, alopecia.

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice].

Con questa categoria di farmaci, il sovradosaggio pu� provocare la morte del paziente.
L�ingestione di molteplici farmaci (alcool incluso) � comune nel sovradosaggio deliberato.
Poich� il trattamento del sovradosaggio � complesso e mutevole, si raccomanda al medico di contattare un centro anti- veleni per ottenere informazioni aggiornate in merito.
I segni ed i sintomi di tossicit� si sviluppano rapidamente dopo una overdose; il controllo in ospedale � quindi richiesto al pi� presto. Sintomi: Il sovradosaggio di Mutabon Forte pu� provocare uno qualsiasi degli eventi aversi elencati per la perfenazina o l�amitriptilina cloridrato. Il sovradosaggio della perfenazina produce solitamente sintomi extrapiramidali, quali discinesia e distonia, come descritto tra gli eventi avversi; tuttavia, essi possono essere mascherati dagli effetti anticolinergici dell�amitriptilina.
Altri sintomi possono includere stupore o coma; i bambini possono avere crisi epilettiche. Le manifestazioni cliniche dell�overdose da antidepressivi triciclici includono: disritmie cardiache, grave ipotensione, convulsioni e depressione del SNC, coma incluso.
Alterazioni elettrocardiografiche, particolarmente nell�asse o nella profondit� del QRS, sono indicatori clinicamente significativi della tossicit� degli antidepressivi triciclici.
Altri segni di overdose possono comprendere: confusione, disturbi nella concentrazione, allucinazioni visive transitorie, dilatazione delle pupille, agitazione, riflessi iperattivi, stupore, sonnolenza, rigidit� muscolare, vomito, ipotermia, iperpiressia o uno qualunque dei sintomi elencati tra gli eventi avversi. Trattamento: Generico: Eseguire un ECG ed iniziare immediatamente il monitoraggio cardiaco.
Mantenere la perviet� delle vie aeree del paziente, istituire una linea endovenosa ed iniziare una disinfezione gastrica.
Sono necessarie almeno 6 ore di monitoraggio cardiaco e di osservazione di eventuali segni a carico del SNC o di depressione respiratoria, ipotensione, disritmie cardiache e/o blocco della conduzione e crisi epilettiche.
Qualora dovessero verificarsi segni di tossicit� in questo periodo di tempo, � richiesto un prolungamento del monitoraggio.
Sono stati riportati casi di pazienti deceduti per disritmie fatali avvenute molto dopo il sovradosaggio; tali pazienti avevano evidenza clinica di avvelenamento significativo prima del decesso e la maggior parte di essi era stata sottoposta ad inadeguata disinfezione gastrointestinale.
Il monitoraggio dei livelli plasmatici del farmaco non dovrebbe guidare la gestione del paziente. Disinfezione gastrointestinale: Tutti i pazienti nei quali si sospetti un sovradosaggio con antidepressivi triciclici dovrebbero essere sottoposti a disinfezione gastrointestinale.
Essa dovrebbe comprendere la lavanda gastrica di largo volume seguita dalla somministrazione di carbone attivo. In caso di alterato stato di coscienza, garantire la perviet� delle vie aeree prima della lavanda.
L�emesi � controindicata. Sistema cardiovascolare: Una durata massima del tracciato QRS delle estremit� � 0,10 secondi pu� essere l�indicazione migliore della gravit� del sovradosaggio.
Sodio bicarbonato per via endovenosa dovrebbe essere somministrato per mantenere il pH sierico nel range compreso tra 7,45 e 7,55.
Se la risposta del pH fosse inadeguata, � possibile ricorrere all�iperventilazione.
L�uso contemporaneo di iperventilazione e sodio bicarbonato dovrebbe avvenire con estrema cautela, con frequente monitoraggio del pH.
Non sono auspicabili valori di pH > 7,60 o di pCO2 < 20 mmHg.
Disritmie che non rispondono alla terapia con sodio bicarbonato/iperventilazione possono reagire a lidocaina, bretilio o fenitoina.
Agenti aritmici di tipo 1A e 1C sono generalmente controindicati (ad esempio, chinidina, disopiramide e procainamide). In rari casi, l�emoperfusione pu� essere benefica nell�instabilit� cardiovascolare refrattaria in pazienti con tossicit� acuta.
Tuttavia, l�emodialisi, la dialisi peritoneale, le trasfusioni e la diuresi forzata sono state generalmente riferite come inefficaci nell�avvelenamento da antidepressivi triciclici. Sistema nervoso centrale (SNC): Nei pazienti con depressione del SNC, si consiglia l�intubazione precoce a causa del potenziale rapido deterioramento delle condizioni.
Le convulsioni possono essere controllate con benzodiazepine o, se queste fossero inefficaci, con altri anticonvulsivanti (ad esempio, fenobarbital, fenitoina).
La fisostigmina non � raccomandata tranne che per il trattamento di sintomi mortali che non hanno reagito ad altre terapie, e unicamente dopo consulto con un centro anti-veleni. Follow-up psichiatrico: Poich� il sovradosaggio � spesso deliberato, i pazienti possono tentare il suicidio con altri mezzi nel corso della fase di recupero.
Sar� appropriato un sostegno psichiatrico. Trattamento in et� pediatrica: I principi della gestione di un sovradosaggio nei bambini e negli adulti sono simili.
Si raccomanda vivamente al medico di contattare il locale centro anti-veleni per il trattamento specifico in et� pediatrica.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice].

05.1 Propriet� farmacodinamiche - [Vedi Indice].

Categoria farmacoterapeutica: Antidepressivi in associazione con psicolettici, codice ATC: N06CA01 Mutabon Forte combina le propriet� ansiolitiche, antipsicotiche ed antiemetiche di perfenazina, con l�attivit� antidepressiva dell�amitriptilina. La perfenazina svolge azioni a tutti i livelli del sistema nervoso centrale, particolarmente a livello dell�ipotalamo e dimostra propriet� ansiolitiche, antipsicotiche ed antiemetiche. Amitriptilina cloridrato presenta 3 azioni farmacologiche maggiori: sedazione, attivit� anticolinergica, e blocco del re-uptake delle amine simpaticomimetiche rilasciato nello spazio sinaptico. Quest�ultima azione � considerata pi� pertinente nel sollievo della depressione, sebbene il meccanismo preciso della attivit� antidepressiva clinica non sia conosciuta.

05.2 Propriet� farmacocinetiche - [Vedi Indice].

Perfenazina: Le fenotiazine sono prontamente assorbite dal tratto gastrointestinale e dai siti parenterali. Dal 60% al 70% di una dose somministrata per via orale viene rimossa rapidamente dal circolo portale e la circolazione enteroepatica � molto attiva. Ci� d� origine a meno farmaco immodificato in circolo, in confronto a quanto accade dopo una somministrazione parenterale. Dopo l�assorbimento, le fenotiazine sono distribuite rapidamente nei tessuti.
I farmaci sono molto lipofili e legati in misura elevata a membrane e proteine. Concentrazioni elevate di farmaco immodificato sono riscontrate nel cervello, mentre i metaboliti predominano in polmoni, fegato, rene e milza. Le fenotiazine sono metabolizzate principalmente a livello epatico, attraverso meccanismi di ossidazione, idrossilazione, demetilazione, formazione di sulfossido e coniugazione con acido glucuronico.
La farmacocinetica della perfenazina varia con l�idrossilazione della debrisochina che � mediata dal citocromo P450 2D6 (CYP 2D6) ed � quindi soggetta a polimorfismo � ossia, il 7.
10% della popolazione caucasica ed una bassa percentuale di asiatici hanno scarsa o nessuna attivit� e sono denominati �scarsi metabolizzatori�.
I soggetti �scarsi metabolizzatori� del CYP 2D6 metabolizzano la perfenazina pi� lentamente e presenteranno concentrazioni pi� elevate di questa sostanza rispetto ai metabolizzatori normali o �forti�. L�eliminazione dal plasma pu� essere pi� rapida che dai siti ad elevato contenuto lipidico e ad elevato legame, in particolare nel sistema nervoso centrale. Amitriptilina cloridrato: A seguito di somministrazione orale, gli antidepressivi triciclici sono assorbiti in modo relativamente rapido con livelli plasmatici al picco, osservabili entro 2.4 ore. La quantit� di farmaco immodificato disponibile � influenzato dal metabolismo epatico di �first- pass�. I livelli plasmatici di steady-state sono raggiunti generalmente entro 7.21 giorni ed in seguito restano relativamente costanti. L�emivita di eliminazione di amitriptilina dopo una dose orale unica varia da 10 a 43 ore.
Nelle abituali concentrazioni terapeutiche le concentrazioni plasmatiche degli antidepressivi triciclici sono basse. Amitriptilina, una amina terziaria � metabolizzata a nortriptilina, amina secondaria, suo derivato.
Il processo di N-demetilazione viene mediato dal citocromo P450 3A4, -2C9, -2D6 e da un enzima non identificato.
Sia l�amitriptilina che la nortriptilina sono sottoposte a idrossilazione mediata dal CYP 2D6.
I soggetti con ridotta attivit� del citocromo P450 2D6 (�scarsi metabolizzatori�) possono presentare concentrazioni plasmatiche di amitriptilina pi� elevate di quanto atteso. La successiva ossidazione, seguita da glucuronazione, porta alla formazione di metaboliti che sono meno attivi dal punto di vista farmacologico.
I principi attivi ed i loro metaboliti sono escreti nelle urine ed attraverso la bile, nelle feci.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice].

Gli animali da esperimento tollerano, senza presentare sintomi tossici, dosi di Mutabon Forte di molto superiori a quelle consigliate nell�uomo, anche per 2.3 mesi di somministrazione. La perfenazina, come la gran parte dei neurolettici, a basse dosi riduce il comportamento esplorativo degli animali, senza eliminarne le capacit� discriminative ed inibisce la nutrizione. Ad alte dosi provoca la caratteristica immobilit� catatonica degli animali, che mantengono la posizione in cui vengono collocati, anche se scomode, con aumento del tono muscolare ed indifferenza alla maggior parte degli stimoli. Anche a dosi molto elevate la perfenazina non provoca coma e la dose letale � estremamente elevata. L�amitriptilina cloridrato provoca intossicazione cerebrale da effetti antimuscarinici, ma anche cardiotossici. La DL50 � di 800-900 mg/kg nel ratto e 322 mg/kg nel coniglio.
Ratto e coniglio hanno tollerato, rispettivamente, 6.18 mg/kg e 10 mg/kg per 5 giorni la settimana, per 6 e 4 settimane sia sul piano comportamentale sia su quello di laboratorio.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice].

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice].

Amido di riso, lattosio, magnesio stearato, povidone, ipromellosa, macrogol, opaspray rosso, paraffina.

06.2 Incompatibilit� - [Vedi Indice].

Nessuna nota.

06.3 Periodo di validit� - [Vedi Indice].

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice].

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice].

Astuccio contenente blister da 30 compresse rivestite con film da 4 mg + 25 mg.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice].

Nessuna istruzione particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

SCHERING-PLOUGH S.p.A.
Via G.
Ripamonti, 89 20141 Milano

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

Mutabon Forte 4 mg + 25 mg compresse rivestite con film 30 compresse AIC: 021460062

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice].

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10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice].

Data della prima autorizzaione: dicembre 1984

11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice].

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12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - [Vedi Indice].

01/05/2006

 

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
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