LONGASTATINA
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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Propriet� farmacodinamiche
05.2 Propriet� farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilit�
06.3 Periodo di validit�
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -[Vedi Indice].

� LONGASTATINA

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice].

Fiale- 1 ml di soluzione iniettabile contiene:

Principio attivo: octreotide 0,05 mg, 0,10 mg, 0,50 mg.

Flacone multidose - 1 ml di soluzione iniettabile contiene:Principio attivo: octreotide 0,2 mg.

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice].

Soluzione per iniezione sottocutanea o endovenosa.�

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice].

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice].

Trattamento delle sindromi da tumori endocrini gastroenteropancreatici, in particolare: carcinoidi (sindrome del carcinoide);VIPomi;glucagonomi;gastrinomi/sindrome di Zollinger-Ellison (eventualmente in associazione con farmaci anti-H2 , con o senza antiacidi);insulinomi (per la prevenzione delle crisi ipoglicemiche pre-intervento e terapia di mantenimento);GRFomi.Per il trattamento sintomatico e la riduzione dei livelli plasmatici di GH e somatomedina-C nei casi di acromegalia non adeguatamente controllati con terapia chirurgica, radiante o farmacologica (con dopamino-agonisti).
Il trattamento con Longastatina � anche indicato nei pazienti acromegalici in cui l'intervento chirurgico sia controindicato o comunque non accettato o nei pazienti precedentemente sottoposti a radioterapia, in attesa che quest'ultimo intervento raggiunga la massima efficacia.Trattamento profilattico delle complicazioni post-operatorie conseguenti ad interventi sul pancreas.Trattamento coadiuvante delle fistole pancreatiche.Trattamento della diarrea refrattaria severa correlata ad immunodeficienza.Trattamento d'urgenza e protezione dalle recidive precoci dell'emorragia da varici esofagee in pazienti cirrotici.
Longastatina � da utilizzarsi in associazione al trattamento endoscopico.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice].

Tumori gastroenteropancreatici endocrini La posologia viene stabilita in base alla risposta clinica, alle variazioni delle concentrazioni plasmatiche dei peptidi di origine tumorale (o, in caso di tumori carcinoidi, delle concentrazioni urinarie di 5HIAA) e alla tollerabilit�; � opportuno iniziare con una dose di 0,05 mg per 1 o 2 volte al giorno, per via sottocutanea, e aumentare gradatamente la posologia fino a 0,2 mg per 3 volte al giorno.
In alcuni casi � necessario ricorrere a dosaggi superiori.
Le dosi di mantenimento sono estremamente variabili e comunque devono essere adattate al singolo paziente.
Si raccomanda di somministrare il prodotto per via sottocutanea.
Tuttavia nelle situazioni in cui sia necessaria una risposta rapida (per esempio crisi carcinoide) si pu� somministrare Longastatina per via endovenosa, controllando la frequenza cardiaca.
Acromegalia Inizialmente 0,05 - 0,1 mg ogni 8 - 12 ore per via sottocutanea.
Eventuali variazioni posologiche devono essere stabilite in base a controlli mensili della concentrazione plasmatica di GH, della sintomatologia clinica e della tollerabilit�.
Nella maggioranza dei pazienti la dose ottimale giornaliera � di 0,2 - 0,3 mg.
Si consiglia di non superare la dose massima di 1,5 mg al giorno.Se entro 3 mesi di trattamento con Longastatina non si ottiene una consistente riduzione dei livelli di GH e un miglioramento dei sintomi clinici, � opportuno prendere in considerazione la sospensione della terapia.Trattamento profilattico delle complicazioni post-operatorie conseguenti ad interventi sul pancreas 0,1 mg 3 volte al giorno per via sottocutanea nel periodo peri e post-operatorio, cominciando almeno un'ora prima dell'intervento e proseguendo sino alla settima giornata post-operatoria compresa.Trattamento coadiuvante delle fistole pancreatiche 0,1 mg 3 volte al giorno per via sottocutanea sino alla chiusura della fistola, se essa pu� avvenire spontaneamente, o sino alla terapia chirurgica definitiva.Diarrea refrattaria severa correlata ad immunodeficienza Si consiglia di iniziare la terapia con 0,1 mg 3 volte al giorno, per via sottocutanea.
La dose pu� essere aumentata progressivamente sino a 0,25 mg 3 volte al giorno, in base alla risposta clinica e alla tollerabilit�.
Se con la somministrazione di 0,25 mg 3 volte al giorno per una settimana non si ottiene alcun miglioramento, � opportuno prendere in considerazione la sospensione del farmaco.Emorragia da varici esofagee 25 mcg/h in infusione venosa continua per 5 giorni.
Longastatina pu� essere somministrato in soluzione fisiologica.Nel paziente cirrotico Longastatina � stato usato in infusione venosa continua fino a 50 mcg/h.Nel paziente anziano non sono stati descritti particolari problemi di tollerabilit� n� regimi posologici differenti da quelli precedentemente indicati.Avvertenze: il personale medico o infermieristico dovrebbe istruire adeguatamente i pazienti che desiderano effettuare da soli le iniezioni sottocutanee.Per una migliore tollerabilit� locale � opportuno somministrare il preparato a temperatura ambiente e non effettuare, in tempi ravvicinati, ripetute iniezioni in zone circoscritte.Nel caso di utilizzo dei flaconi multidose � opportuno non effettuare pi� di 10 prelievi di farmaco dallo stesso flacone per evitare fenomeni di contaminazione.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice].

Ipersensibilit� ai componenti del prodotto o alla somatostatina.Gravidanza.
Allattamento.
Et� pediatrica.�

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice].

Poich� i tumori ipofisari secernenti GH possono talvolta espandersi causando serie complicazioni (ad es.: alterazioni del campo visivo), � necessario che tutti i pazienti siano attentamente controllati.
In caso di espansione del tumore dovrebbe essere valutata la possibilit� di altre misure terapeutiche.Poich� sono stati riportati casi di formazione di calcoli biliari nel 10-20% dei pazienti trattati cronicamente con Longastatina, � opportuno eseguire indagini ecografiche della colecisti prima e durante la terapia con Longastatina, a intervalli di 6-12 mesi.In rari casi, nel trattamento dei tumori endocrini gastroenteropancreatici, � stata descritta un'improvvisa perdita di efficacia, caratterizzata da una recrudescenza dei sintomi caratteristici della malattia.Nei pazienti con insulinomi � possibile che Longastatina produca un aggravamento e un prolungamento degli episodi di ipoglicemia, in quanto il farmaco � dotato di una maggiore attivit� inibitoria della secrezione di GH e glucagone che non dell'insulina.
I pazienti con insulinomi devono quindi essere attentamente seguiti, in particolare nel caso di variazioni posologiche.
Eventuali variazioni della glicemia possono essere controllate somministrando dosi minori ad intervalli pi� brevi.In caso di diabete mellito insulino-dipendente � possibile che in taluni casi si rilevi la necessit� di ridurre la posologia di insulina.Poich� durante l'episodio emorragico il paziente cirrotico pu� presentare squilibri glicemici o, in caso di diabete concomitante, modificazioni del fabbisiogno di insulina, i livelli glicemici vanno attentamente controllati.

04.5 Interazioni - [Vedi Indice].

Longastatina riduce l'assorbimento intestinale di ciclosporina e ritarda quello di cimetidina.La somministrazione contemporanea di octreotide e bromocriptina aumenta la biodisponibilit� della bromocriptina.

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice].

L'uso dell'octreotide � controindicato in gravidanza e durante l'allattamento.�

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice].

Non sono state rilevate alterazioni di tipo psicofisico che possano alterare la capacit� di guidare e di impiegare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice].

I principali effetti indesiderati consistono in disturbi localizzati al sito di iniezione o in manifestazioni generali a carico dell'apparato gastroenterico.Generalmente gli effetti locali consistono in dolore, a volte di tipo puntiforme, formicolii e bruciore nel sito di iniezione accompagnati da arrossamento e gonfiore di breve durata (generalmente meno di 15 minuti).
Tale sintomatologia pu� essere attenuata somministrando il farmaco a temperatura ambiente, o riducendo il volume somministrato (con l'uso di una formulazione pi� concentrata).Gli effetti indesiderati a carico dell'apparato gastrointestinale si manifestano in genere con anoressia, nausea, vomito, crampi addominali, meteorismo, flatulenza, feci molli, diarrea e steatorrea.
Anche in presenza di quest'ultimo sintomo non sono mai state dimostrate, durante trattamenti a lungo termine, sindromi da malassorbimento con i conseguenti deficit nutrizionali.
In rari casi gli effetti indesiderati a carico dell'apparato gastroenterico assumono le caratteristiche di un'occlusione intestinale acuta, con progressiva distensione addominale, grave dolore in sede epigastrica e conseguente reazione di difesa addominale.L'incidenza degli effetti indesiderati a carico dell'apparato gastroenterico pu� essere ridotta somministrando Longastatina lontano dai pasti (nell'intervallo fra un pasto e l'altro o al momento di coricarsi).L'uso prolungato di Longastatina pu� dar luogo alla formazione di calcoli biliari (vedi punto "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").Longastatina inibisce la produzione di insulina; � quindi teoricamente possibile una conseguente alterazione della risposta glicemica post-prandiale.
Uno stato di iperglicemia persistente � stato osservato comunque molto raramente, durante trattamenti cronici.Sono stati descritti i seguenti casi isolati di alterazione della funzionalit� del fegato e delle vie biliari:epatite acuta senza colestasi (la normalizzazione delle transaminasi � stata osservata alla sospensione di Longastatina);progressivo aumento delle concentrazioni plasmatiche di bilirubina, fosfatasi alcalina, gamma-GT e pi� raramente di transaminasi.

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice].

Non sono state descritte reazioni di particolare gravit� in caso di sovradosaggio acuto.
La dose pi� alta, riportata in letteratura, somministrata in un soggetto adulto � di 1 mg somministrato per bolo endovenoso.
In questo caso sono stati osservati i seguenti sintomi: bradicardia di breve durata, vasodilatazione localizzata al viso, crampi addominali, diarrea, nausea e sensazione di vuoto allo stomaco; questi sintomi sono completamente scomparsi entro 24 ore dall'inizio del trattamento.
Un paziente � stato accidentalmente trattato con un'infusione continua di 0,25 mg/h per 48 ore consecutive (invece della dose prevista di 0,025 mg/h).
In questo caso non sono stati osservati effetti collaterali.ll trattamento delle eventuali conseguenze da sovradosaggio � di tipo sintomatico.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice].

05.1 Propriet� farmacodinamiche - [Vedi Indice].

L'octreotide � un octapeptide sintetico derivato dalla somatostatina naturale, con effetti farmacologici simili, ma con una durata d'azione considerevolmente prolungata nel tempo.Esso inibisce la secrezione aumentata in modo patologico dell'ormone della crescita (GH) e di peptidi e serotonina prodotti a livello del sistema endocrino gastroenteropancreatico (GEP).Negli animali l'octreotide � un pi� potente inibitore del rilascio di GH, glucagone e insulina rispetto alla somatostatina, con una maggiore selettivit� per la soppressione di GH e glucagone.Nel soggetto sano Longastatina, come la somatostatina, ha dimostrato di inibire:il rilascio di GH stimolato da arginina, dall'esercizio e dall'ipoglicemia indotta dall'insulina;il rilascio post-prandiale di insulina, glucagone, gastrina e altri peptidi del sistema GEP e il rilascio di insulina e glucagone stimolato dall'arginina, dall'esercizio;la secrezione esocrina (amilasi, lipasi) del pancreas;il rilascio del TSH stimolato dal TRH;la produzione acida gastrica;il flusso ematico del distretto splancnico.Diversamente dalla somatostatina, l'octreotide inibisce di preferenza il GH pi� dell'insulina e la sua somministrazione non � seguita dall'ipersecrezione "rebound" degli ormoni (ad es.
GH nell'acromegalia).Nei pazienti acromegalici (inclusi quelli che non hanno risposto alla chirurgia, alla terapia radiante o al trattamento con agonisti dopaminergici) Longastatina abbassa i livelli plasmatici di GH o di somatomedina C.
Una riduzione clinicamente rilevante del GH (circa 50% o pi�) si manifesta in quasi tutti i pazienti e la normalizzazione (GH minore di 5 ng/ml) pu� essere ottenuta in circa la met� dei casi.
Nella maggior parte dei pazienti Longastatina riduce marcatamente i sintomi clinici della patologia, quali cefalea, edema della cute e dei tessuti molli, iperidrosi, artralgia, parestesia.In pazienti con un vasto adenoma pituitario, il trattamento pu� portare ad una diminuzione della massa tumorale.In pazienti con tumori GEP, Longastatina a causa dei suoi effetti endocrini diversi, modifica un certo numero di sintomi clinici.Un miglioramento clinico e un beneficio sintomatico si manifesta in pazienti che mostrano ancora sintomi attribuiti al loro tumore, nonostante precedenti terapie, che possono includere la chirurgia, l'embolizzazione dell'arteria epatica e varie chemioterapie (ad es.: a base di streptozotocina e 5FU).

05.2 Propriet� farmacocinetiche - [Vedi Indice].

Dopo somministrazione sottocutanea, Longastatina � assorbita rapidamente e completamente, la massima concentrazione plasmatica viene raggiunta entro 30 minuti.L'emivita di eliminazione dopo somministrazione sottocutanea � di 100 minuti.
Dopo somministrazione endovenosa l'eliminazione � bifasica, con emivita rispettivamente di 10 e 90 minuti.
Il volume di distribuzione � di 0,27 l/kg e la clearance totale � di 160 ml/min.Il legame con le proteine plasmatiche � di circa il 65%.
La quantit� di Longastatina legata ai globuli rossi � trascurabile.�

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice].

La DL50 , calcolata nel topo e nel ratto dopo somministrazione endovenosa, � risultata rispettivamente di 72 e 18 mg/kg; dopo somministrazione sottocutanea nel topo � pari a 470 mg/kg.
L'octreotide acetato � ben tollerato dal cane trattato in bolo endovenoso con dosi fino a 1 mg/kg.In uno studio di tossicit� cronica di 52 settimane nel ratto somministrando octreotide per via sottocutanea � stata rilevata, prevalentemente nel ratto maschio, l'insorgenza di sarcomi nel punto di iniezione negli animali trattati con le dosi pi� alte (1,25 mg/kg/die pari a 40 volte la dose massima utilizzata nell'uomo).In un analogo studio di 52 settimane nel cane per via sottocutanea, nessuna lesione iperplastica o neoplastica � stata osservata al sito di iniezione.Sulla base di questi dati sperimentali nell'animale, il fenomeno osservato nei ratti � da considerarsi verosimilmente specie-specifico.Quanto alle osservazioni sull'uomo, si fa presente che non � stata mai segnalata l'insorgenza di tumori nel sito di iniezione in pazienti trattati con Longastatina fino a 3 anni.Lo studio di carcinogenesi a 116 settimane nel ratto per via sottocutanea ha evidenziato anche la comparsa di adenocarcinomi dell'endometrio uterino, la cui incidenza diventava statisticamente significativa alla dose pi� alta di 1,25 mg/kg/die.
Questo dato era associato ad un aumento dell'incidenza di endometriti, ad una diminuzione del numero di corpi lutei ovarici, ad una riduzione degli adenomi mammari e alla presenza di una dilatazione delle ghiandole e del lume uterino, indicativi di uno stato di squilibrio ormonale.
Tutte le informazioni disponibili indicano chiaramente che la comparsa di tumori mediati dal sistema endocrino � specie-specifica e non rilevante per l'uso clinico.Longastatina non � risultata embriotossica o teratogena nel coniglio e nel ratto, non influisce sulla fertilit� nel maschio e non interferisce nello sviluppo dei feti e della prole, a nessuna delle dosi saggiate, decisamente superiori alle dosi terapeutiche cliniche.Un ritardo della crescita fisiologica osservato nella nidiata � risultato transitorio e attribuibile ad un eccessivo effetto farmacodinamico sull'inibizione del GH.Longastatina non � risultata mutagena in vitro in test convalidati su linee cellulari batteriche e di mammifero.
L'aumentata frequenza di mutazioni cromosomiche osservata in cellule di Chinese hamster V79 in vitro si manifestava solo ad alte concentrazioni citotossiche.
Aberrazioni cromosomiche non sono comunque aumentate in linfociti umani incubati in vitro con octreotide acetato.In vivo nessuna attivit� clastogena � stata osservata nel midollo osseo di topi trattati per via endovenosa con l'octreotide (test del micronucleo) e non si � notata alcuna evidenza di genotossicit� nel topo maschio al test della riparazione del DNA su cellule spermatiche.�

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice].

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice].

Fiale: acido lattico, mannitolo, sodio bicarbonato, acqua per preparazioni iniettabili.Flacone multidose: acido lattico, fenolo, mannitolo, sodio bicarbonato, acqua per preparazioni iniettabili.�

06.2 Incompatibilit� - [Vedi Indice].

Nessuna.�

06.3 Periodo di validit� - [Vedi Indice].

Fiale: 60 mesi.Flacone multidose: 48 mesi.�

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice].

Per lunghi periodi di conservazione sia le fiale che i flaconi multidose devono essere tenuti ad una temperatura tra 2 e 8 �C, al riparo dalla luce.Durante l'uso quotidiano � possibile la conservazione a temperatura ambiente per un periodo di 2 settimane.Flacone multidose: non congelare.�

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice].

Fiale di vetro incolore.5 fiale da 1 ml (0,05 mg/ml)5 fiale da 1 ml (0,1 mg/ml)3 fiale da 1 ml (0,5 mg/ml)Flacone di vetro incolore, chiuso con tappo di gomma.1 flacone multidose da 5 ml (0,2 mg/ml)�

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice].

Nel caso di utilizzo dei flaconi multidose � opportuno non effettuare pi� di 10 prelievi di farmaco dallo stesso flacone per evitare fenomeni di contaminazione.Fiale: trattasi di fiala con sistema di prerottura OPC (One Point Cut).
Per eseguire correttamente l'apertura delle fiale � necessario attenersi alle istruzioni riportate nel foglio illustrativo.�

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

ITALFARMACO S.p.A.Viale F.
Testi, 330 - 20126 Milano (MI)

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

Longastatina fiale 0,05 mg 5 fiale da 1 ml (0,05 mg/ml) AIC n.
027104013Longastatina fiale 0,1 mg 5 fiale da 1 ml (0,1 mg/ml) AIC n.
027104025Longastatina fiale 0,5 mg 3 fiale da 1 ml (0,5 mg/ml) AIC n.
027104037Longastatina flacone multidose 1 flacone multidose da 5 ml (0,2 mg/ml) AIC n.
027104049�

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice].

Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica.�

10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice].

Longastatina fiale 0,05 mg 5 fiale da 1 ml (0,05 mg/ml) maggio 1989Longastatina fiale 0,1 mg 5 fiale da 1 ml (0,1 mg/ml) maggio 1989Longastatina fiale 0,5 mg 3 fiale da 1 ml (0,5 mg/ml) maggio 1989Longastatina flacone multidose 1 flacone multidose da 5 ml (0,2 mg/ml) maggio 1989�

11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice].

-----�

12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - [Vedi Indice].

Novembre 2000

 

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
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