GRANULOKINE
torna all'INDICE farmaci


Google  CERCA FARMACI NEL SITO

  www.carloanibaldi.com

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Propriet� farmacodinamiche
05.2 Propriet� farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilit�
06.3 Periodo di validit�
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -[Vedi Indice].

Granulokine 30 MU (0,6 mg/ml) Soluzione iniettabile in siringa preriempita

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice].

Ogni siringa preriempita contiene 30 milioni di Unit� (300 microgrammi (�g)) di filgrastim in 0,5 ml (0,6 mg/ml). Filgrastim (fattore metioninico umano ricombinante stimolante le colonie granulocitarie) � prodotto con tecnologia r-DNA in E.
Coli (K12). Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice].

Soluzione iniettabile in siringa preriempita. Concentrato per soluzione per infusione in siringa preriempita.
Soluzione limpida, incolore.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice].

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice].

Granulokine � indicato nel ridurre la durata della neutropenia e l'incidenza della neutropenia febbrile in pazienti trattati con chemioterapia citotossica standard per affezioni maligne (con l�eccezione della leucemia mieloide cronica e delle sindromi mielodisplastiche) e nel ridurre la durata della neutropenia in pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo considerati a maggior rischio di neutropenia severa prolungata. La sicurezza e l�efficacia di Granulokine sono simili negli adulti e nei bambini trattati con chemioterapia citotossica. Granulokine � indicato per la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico (PBPC). In pazienti, bambini o adulti, con neutropenia grave congenita, ciclica o idiopatica, con una CAN (conta assoluta dei neutrofili) < 0,5 x 109/l e una storia di infezioni gravi o ricorrenti, una somministrazione a lungo termine di Granulokine � indicata per incrementare la conta dei neutrofili e per ridurre l'incidenza e la durata delle complicanze infettive. Granulokine � indicato nel trattamento della neutropenia persistente (CAN uguale o minore di 1,0 x 109/l) in pazienti con infezione da HIV avanzata, per ridurre il rischio di infezioni batteriche quando non siano appropriate altre opzioni per controllare la neutropenia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice].

Chemioterapia citotossica standard La dose raccomandata di Granulokine � di 0,5 MU (5 �g)/kg/die.
La prima dose di Granulokine non deve essere somministrata prima di 24 ore dal termine della chemioterapia citotossica.
Granulokine pu� essere somministrato quotidianamente tramite iniezione sottocutanea oppure diluito in soluzione glucosata al 5% come infusione endovenosa somministrata in 30 minuti (vedere paragrafo 6.6 �Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione� per le istruzioni sulla diluizione).
La via sottocutanea � preferita nella maggior parte dei casi.
Uno studio effettuato per somministrazioni singole ha permesso di osservare che la somministrazione endovenosa pu� abbreviare la durata dell'effetto.
Non � chiara la rilevanza clinica di questo dato in caso di somministrazione multipla.
La scelta della via di somministrazione deve dipendere dalle condizioni cliniche individuali.
Negli studi clinici randomizzati, Granulokine � stato utilizzato per via sottocutanea alla dose di 230 g/m2/die (4,0-8,4 �g/kg/die). Granulokine deve essere somministrato quotidianamente fino a quando l�atteso nadir dei neutrofili non sia stato superato e questi non siano tornati ad un livello normale.
Dopo chemioterapia standard per tumori solidi, linfomi e leucemia linfoide, la durata del trattamento richiesta per soddisfare questi criteri potrebbe raggiungere i 14 giorni.
Dopo terapia di induzione e consolidamento per leucemia mieloide acuta la durata del trattamento pu� essere sostanzialmente pi� lunga (fino a 38 giorni) in funzione del tipo, della dose e dello schema di chemioterapia citotossica usata. In pazienti sottoposti a chemioterapia citotossica, solitamente gi� 1.2 giorni dopo l'inizio della terapia con Granulokine si riscontra un aumento transitorio del numero di neutrofili.
Per ottenere una risposta terapeutica prolungata, la terapia con Granulokine non deve essere interrotta prima del raggiungimento del nadir previsto e prima che la conta dei neutrofili sia ritornata a livelli normali.
Pertanto si sconsiglia un'interruzione prematura della terapia con Granulokine, prima del raggiungimento del previsto nadir dei neutrofili. Pazienti trattati con terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo La dose iniziale raccomandata di Granulokine � di 1,0 MU (10 �g)/kg/die somministrata in infusione endovenosa di 30 minuti o di 24 ore oppure 1,0 MU (10 �g)/kg/die somministrata in infusione sottocutanea continua di 24 ore.
Granulokine deve essere diluito in 20 ml di soluzione glucosata al 5% (vedere paragrafo 6.6 �Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione� per le istruzioni sulla diluizione). La prima dose di Granulokine deve essere somministrata dopo almeno 24 ore dalla chemioterapia citotossica ed entro 24 ore dall'infusione di midollo osseo. Una volta che il nadir dei neutrofili � stato superato, la dose giornaliera di Granulokine deve essere adattata alla risposta dei neutrofili come nella tabella seguente: Conta dei neutrofili Aggiustamento della dose di Granulokine >1,0 x 109/l per 3 giorni consecutivi ridurre a 0,5 MU/kg/die Quindi, se CAN rimane >1,0 x 109/l sospendere Granulokine per altri 3 giorni consecutivi Se CAN diminuisce a valori <1,0 x 109/l durante il periodo di trattamento, la dose di Granulokine deve essere ripristinata in modo scalare in base alle indicazioni precedenti. CAN = conta assoluta dei neutrofili Per la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico (PBPC) in pazienti sottoposti a terapia mielosoppressiva o mieloablativa seguita da trapianto autologo di cellule progenitrici del sangue periferico Il dosaggio raccomandato di Granulokine per la mobilizzazione delle PBPC quando usato da solo � di 1,0 MU (10 g)/kg/die in infusione sottocutanea continua di 24 ore o come singola iniezione sottocutanea giornaliera per 5.7 giorni consecutivi.
Nel caso venga somministrato per infusione, Granulokine deve essere diluito in 20 ml di soluzione glucosata al 5% (vedere paragrafo 6.6 �Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione� per le istruzioni sulla diluizione).
Periodo di effettuazione delle leucoaferesi: una o due leucoaferesi nei giorni 5 e 6 sono generalmente sufficienti.
In altre circostanze, possono rendersi necessarie leucoaferesi addizionali.
Il dosaggio di Granulokine deve essere mantenuto fino all�ultima leucoaferesi. La dose raccomandata di Granulokine per la mobilizzazione delle PBPC dopo chemioterapia mielosoppressiva � di 0,5 MU (5g)/kg/die somministrata giornalmente per iniezione sottocutanea a partire dal primo giorno successivo al completamento della chemioterapia, fino al superamento del nadir atteso dei neutrofili e fino al recupero di una conta normale dei neutrofili. Le leucoaferesi devono essere effettuate nel periodo in cui la CAN sale da < 0,5 x 109/l fino a pi� di 5,0 x 109/l.
Nei pazienti che non siano stati pretrattati con chemioterapia ad alte dosi � spesso sufficiente una singola leucoaferesi.
Negli altri casi sono raccomandate ulteriori leucoaferesi. Per la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico (PBPC) in donatori sani prima del trapianto allogenico delle cellule progenitrici del sangue periferico Per la mobilizzazione delle PBPC in donatori sani, Granulokine deve essere somministrato per via sottocutanea alla dose di 10 �g/kg/die per 4.5 giorni consecutivi.
La leucoaferesi deve essere iniziata al giorno 5 e deve proseguire fino al giorno 6, se necessario, al fine di raccogliere un numero di cellule CD34+ pari a 4x106 per kg di peso corporeo del ricevente. Pazienti con neutropenia cronica grave Neutropenia congenita: la dose iniziale raccomandata � di 1,2 MU (12 �g)/kg/die per via sottocutanea in dose singola o in dosi suddivise.
Neutropenia idiopatica o ciclica: la dose iniziale raccomandata � di 0,5 MU (5 �g)/kg/die per via sottocutanea in dose singola o in dosi suddivise. Aggiustamento della posologia: Granulokine deve essere somministrato quotidianamente per iniezione sottocutanea fino a quando venga raggiunta, e possa essere mantenuta, una conta dei neutrofili superiore a 1,5 x 109/l.
Una volta ottenuta la risposta, deve essere stabilita la dose minima efficace a mantenere questo livello.
� necessaria una somministrazione quotidiana per lungo tempo al fine di mantenere una conta dei neutrofili adeguata.
Dopo 1.2 settimane di terapia la dose iniziale pu� essere raddoppiata o dimezzata in base alla risposta del paziente.
Successivamente il dosaggio pu� essere aggiustato individualmente ogni 1.2 settimane allo scopo di mantenere una conta di neutrofili media tra 1,5 x 109/l e 10 x 109/l.
Uno schema pi� rapido di incremento progressivo della dose pu� essere preso in considerazione nei pazienti che presentano infezioni gravi.
Negli studi clinici il 97% dei pazienti responsivi ha ottenuto una risposta completa a dosi < 24 �g/kg/die.
La sicurezza a lungo termine della somministrazione di Granulokine a dosi maggiori di 24 �g/kg/die in pazienti affetti da neutropenia cronica grave non � stata stabilita. Altre informazioni La terapia con Granulokine deve essere effettuata solo in collaborazione con centri oncologici con esperienza nel trattamento con G-CSF e in ematologia e dotati delle necessarie attrezzature diagnostiche.
Le procedure di mobilizzazione e di aferesi devono essere effettuate in collaborazione con centri ematologici ed oncologici con adeguata esperienza in questo campo e dove il monitoraggio delle cellule progenitrici emopoietiche possa essere correttamente effettuato. Un certo numero di pazienti anziani � stato incluso negli studi clinici con Granulokine ma non sono stati eseguiti studi speciali per questo gruppo di soggetti; non � possibile pertanto raccomandare uno specifico schema di somministrazione. Studi con Granulokine in pazienti con grave riduzione della funzionalit� renale o epatica hanno evidenziato un profilo farmacocinetico e farmacodinamico simile a quello osservato in individui normali.
Non � richiesto un aggiustamento del dosaggio in queste condizioni. Uso pediatrico nella neutropenia cronica grave (NCG) e nelle neoplasie Il 65% dei pazienti studiati nelle sperimentazioni sulla NCG aveva meno di 18 anni.
L'efficacia del trattamento � risultata evidente per questa fascia di et�, la cui maggior parte ha compreso pazienti con neutropenia congenita.
Non si sono osservate differenze nei profili di sicurezza dei pazienti pediatrici trattati per neutropenia cronica grave. Dagli studi clinici condotti su pazienti pediatrici risulta evidente che la sicurezza e l'efficacia di Granulokine sono simili sia negli adulti che nei bambini trattati con chemioterapia citotossica. La posologia per i pazienti pediatrici � la stessa impiegata per gli adulti trattati con chemioterapia citotossica mielosoppressiva. Pazienti con infezione da HIV Per il recupero della neutropenia La dose iniziale raccomandata di Granulokine � di 0,1 MU (1 g)/kg/die, somministrata quotidianamente mediante iniezione sottocutanea con incrementi fino ad un massimo di 0,4 MU (4 g)/kg/die, fino a quando venga raggiunta, e possa essere mantenuta, una conta dei neutrofili normale (CAN > 2,0 x 109/l).
Negli studi clinici, > 90% dei pazienti ha risposto a questi dosaggi, ottenendo il recupero della neutropenia con una mediana di due giorni. In un piccolo numero di pazienti (<10%) si sono resi necessari dosaggi fino a 1,0 MU (10 g)/kg/die per ottenere il recupero della neutropenia. Per il mantenimento di una conta dei neutrofili normale Una volta ottenuto il recupero della neutropenia, deve essere stabilita la dose minima efficace a mantenere una conta normale dei neutrofili.
Si raccomanda un dosaggio iniziale a giorni alterni di 30 MU (300 g)/die mediante iniezione sottocutanea.
Si possono rendere necessari ulteriori aggiustamenti del dosaggio, in base alla CAN del paziente, per mantenere la conta dei neutrofili > 2,0 x 109/l.
Negli studi clinici, per mantenere una CAN > 2,0 x 109/l, sono stati necessari dosaggi di 30 MU (300 g)/die, da 1 a 7 giorni alla settimana, con una frequenza mediana di 3 giorni alla settimana.
Si possono rendere necessarie somministrazioni a lungo termine per mantenere la CAN > 2,0 x 109/l.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice].

Granulokine non deve essere somministrato a pazienti con ipersensibilit� nota a filgrastim o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Granulokine non deve essere utilizzato per aumentare la dose di chemioterapia citotossica oltre i dosaggi standard. Granulokine non deve essere somministrato a pazienti con neutropenia grave congenita (sindrome di Kostman) portatori di anomalie citogenetiche (vedere anche il paragrafo 4.4 �Avvertenze speciali e precauzioni d�impiego�).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice].

Crescita delle cellule tumorali Il fattore di crescita delle colonie granulocitarie pu� favorire in vitro la crescita delle cellule mieloidi; lo stesso effetto � anche stato rilevato in vitro su alcune cellule non mieloidi. La sicurezza e l'efficacia della somministrazione di Granulokine in pazienti affetti da sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide cronica non sono state stabilite. L�utilizzo di Granulokine non � indicato in queste patologie.
Deve essere prestata particolare attenzione nel distinguere la diagnosi di trasformazione blastica della leucemia mieloide cronica da quella di leucemia mieloide acuta. Poich� per i pazienti affetti da leucemia mieloide acuta secondaria vi sono limitati dati di sicurezza ed efficacia, Granulokine deve essere somministrato con cautela in questo gruppo di pazienti. La sicurezza e l'efficacia della somministrazione di Granulokine in pazienti affetti da leucemia mieloide acuta di nuova diagnosi, con < 55 anni di et� e buon profilo citogenetico (t(8;21), t(15;17) e inv(16)), non sono state stabilite. Altre speciali precauzioni I pazienti affetti da grave osteoporosi, se trattati con Granulokine per un periodo superiore a 6 mesi, dovrebbero sottoporsi a controlli della densit� ossea. Dopo somministrazione di G-CSF sono stati segnalati rari casi (0,01% e 0,1%) di eventi avversi polmonari, in particolare polmonite interstiziale.
I pazienti con anamnesi recente di infiltrati polmonari o polmonite possono essere a rischio maggiore. L�insorgenza di sintomi polmonari, come tosse, febbre e dispnea in associazione con evidenze radiologiche di infiltrati polmonari e deterioramento della funzionalit� polmonare possono costituire i sintomi iniziali della sindrome da sofferenza respiratoria dell�adulto (ARDS).
E� necessario interrompere la terapia con Granulokine e intraprendere un trattamento idoneo. La copertura dell�ago della siringa preriempita contiene gomma naturale secca (un derivato del lattice) che potrebbe causare reazioni allergiche. Speciali precauzioni in pazienti neoplastici Leucocitosi Valori di globuli bianchi pari o superiori a 100 x 109/l sono stati osservati in meno del 5% dei pazienti trattati con Granulokine a dosi superiori a 0,3 MU/kg/die (3 �g/kg/die).
Non sono stati riportati effetti indesiderati direttamente attribuibili a questo grado di leucocitosi.
Comunque, in previsione dei rischi potenziali associati ad una marcata leucocitosi, il numero dei globuli bianchi deve essere controllato ad intervalli regolari durante il trattamento con Granulokine.
Se la conta dei leucociti supera il valore di 50 x 109/l dopo il previsto nadir, la somministrazione di Granulokine deve essere interrotta immediatamente.
Tuttavia, durante il periodo di mobilizzazione delle PBPC con Granulokine � necessario interrompere la somministrazione di Granulokine o ridurre il suo dosaggio se la conta dei leucociti > 70 x 109/l. Rischi associati all'incremento delle dosi di chemioterapia Deve essere posta particolare attenzione nel trattamento di pazienti con chemioterapia ad alte dosi, poich� non � stato dimostrato che essa condizioni un esito pi� favorevole della malattia tumorale e l'intensificazione delle dosi di agenti chemioterapici pu� portare ad un incremento delle tossicit�, comprendente quella cardiaca, polmonare, neurologica e dermatologica (consultare le informazioni contenute nei Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto degli specifici chemioterapici utilizzati). Il trattamento con solo Granulokine non evita la piastrinopenia e l'anemia dovute alla chemioterapia mielosoppressiva.
A seguito della possibilit� di ricevere dosaggi pi� alti di chemioterapia (es.: dosaggi pieni secondo lo schema previsto) il paziente pu� essere esposto ad un rischio maggiore di piastrinopenia ed anemia.
Si raccomandano controlli regolari della conta piastrinica e dell'ematocrito.
Particolare attenzione deve essere posta durante la somministrazione di agenti chemioterapici, singoli o in combinazione, che causano piastrinopenia grave. L'impiego delle PBPC mobilizzate da Granulokine ha dimostrato di ridurre la gravit� e la durata della piastrinopenia conseguente a chemioterapia mielosoppressiva o mieloablativa. Altre speciali precauzioni L'effetto di Granulokine in pazienti con una significativa riduzione dei progenitori mieloidi non � stato studiato.
Granulokine agisce principalmente sui precursori dei neutrofili per svolgere il suo effetto di aumento della conta dei neutrofili stessi.
Quindi in pazienti con numero ridotto di precursori dei neutrofili (come quelli pretrattati con radioterapia o chemioterapia estensive o quelli con infiltrazione tumorale del midollo) la risposta pu� essere minore. L'effetto di Granulokine sulla malattia da reazione del trapianto verso l'ospite non � stato definito.
Casi noti di intolleranza ereditaria al fruttosio (IEF).
Granulokine contiene sorbitolo come eccipiente ad una concentrazione di 50 mg/ml.
� improbabile che, come conseguenza del trattamento con solo Granulokine, venga infuso sorbitolo in quantit� sufficiente a causare tossicit� clinicamente rilevante in pazienti che presentano tale intolleranza.
Si raccomanda, comunque, cautela nei casi di IEF. L�aumentata attivit� ematopoietica del midollo osseo in risposta alla terapia con fattore di crescita � stata associata a referti radiologici ossei transitoriamente positivi.
Questo aspetto deve essere considerato nell�interpretazione dei dati radiologici. Speciali precauzioni nei pazienti sottoposti a mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico Mobilizzazione Non vi sono confronti prospettici randomizzati tra i due metodi raccomandati per la mobilizzazione (Granulokine da solo o in associazione a chemioterapia mielosoppressiva) nella stessa popolazione di pazienti.
Il grado di variabilit� tra singoli pazienti e test di laboratorio delle cellule CD34+ rende difficile il confronto diretto tra studi diversi.
� difficile quindi raccomandare un metodo ottimale.
La scelta del metodo di mobilizzazione deve essere ponderata per ogni singolo paziente in relazione agli obiettivi generali del trattamento. Precedente esposizione ad agenti citotossici I pazienti che sono stati molto pesantemente pretrattati con terapia mielosoppressiva possono non ottenere una mobilizzazione di PBPC sufficiente a raggiungere il numero minimo raccomandato di cellule (> 2,0 x 106 cellule CD34+/kg) o lo stesso grado di accelerazione del recupero delle piastrine. Alcuni agenti citotossici mostrano una tossicit� particolare sul pool delle cellule progenitrici ematopoietiche e possono contrastare la mobilizzazione dei progenitori.
Farmaci quali melfalan, carmustina (BCNU) e carboplatino, se somministrati per un periodo prolungato prima del tentativo di mobilizzare le cellule progenitrici, possono ridurre la successiva raccolta.
Tuttavia la somministrazione di melfalan, carboplatino o BCNU, insieme a Granulokine, si � dimostrata efficace per la mobilizzazione delle cellule progenitrici.
Quando si prevede di effettuare un trapianto di cellule progenitrici del sangue periferico, � consigliabile programmare la procedura di mobilizzazione delle cellule staminali nella fase iniziale del trattamento.
Va posta particolare attenzione al numero di cellule progenitrici mobilizzate in tali pazienti prima della somministrazione della chemioterapia ad alte dosi.
Se le raccolte, secondo i criteri di valutazione precedentemente indicati, sono inadeguate devono essere presi in considerazione trattamenti alternativi che non richiedano il supporto di cellule progenitrici. Valutazione delle raccolte di cellule progenitrici Nella valutazione del numero di cellule progenitrici raccolte in pazienti trattati con Granulokine, deve essere posta particolare attenzione al metodo di conta.
I risultati della conta delle cellule CD34+ mediante citometria a flusso variano a seconda della specifica metodologia utilizzata e i numeri ricavati da studi condotti in laboratori diversi devono essere interpretati con cautela. L'analisi statistica del rapporto tra il numero di cellule CD34+ reinfuse e il tasso di recupero delle piastrine dopo chemioterapia ad alte dosi indica una relazione complessa ma continua. La raccomandazione di un raccolto minimo di cellule CD34+ > 2,0 x 106/kg � basata sull'esperienza pubblicata che indica un adeguato recupero ematologico.
Raccolte superiori al numero indicato sono correlate ad un recupero pi� rapido, raccolte inferiori ad un recupero pi� lento. Speciali precauzioni nei donatori sani sottoposti a mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico La mobilizzazione di PBPC non determina un beneficio clinico diretto nei donatori sani, e deve essere presa in considerazione soltanto con l�obiettivo di un trapianto di cellule staminali allogeniche. La mobilizzazione di PBPC deve essere presa in considerazione solo in donatori che presentino normali criteri, clinici e di laboratorio, di eleggibilit� per la donazione di cellule staminali, con particolare attenzione ai valori ematologici e alla presenza di malattie infettive. La sicurezza e l�efficacia di Granulokine non sono state valutate in donatori sani con et� < 16 anni o > 60 anni. Nel 35% dei soggetti studiati � stata registrata una piastrinopenia transitoria (piastrine < 100 x 109/l) dopo somministrazione di filgrastim e leucoaferesi.
Tra questi sono stati riportati due casi con piastrine < 50 x 109/l, attribuiti alla procedura di leucoaferesi. Se fosse richiesta pi� di una leucoaferesi, deve essere prestata particolare attenzione nei donatori con piastrine < 100 x 109/l prima della leucoaferesi; non si deve in generale eseguire una aferesi se le piastrine sono < 75 x 109/l. Non si deve eseguire una leucoaferesi nei donatori in terapia con anticoagulanti o che abbiano alterazioni note dell�emostasi. La somministrazione di Granulokine deve essere interrotta o il suo dosaggio deve essere ridotto se la conta dei leucociti raggiunge valori > 70 x 109/l. I donatori che ricevono G-CSF per la mobilizzazione delle PBPC devono essere monitorati fino al completo recupero dei parametri ematologici. Il follow up sulla sicurezza a lungo termine nei donatori � in corso.
Nei donatori sani non si sono registrate alterazioni della ematopoiesi ad un follow up di 4 anni.
Comunque, non si pu� escludere un rischio di sviluppo di un clone di cellule mieloidi maligne.
Si raccomanda che il centro di aferesi esegua una sistematica registrazione e un controllo nel tempo dei donatori di cellule staminali per assicurare il monitoraggio della sicurezza a lungo termine. Dopo somministrazione di fattori di crescita delle colonie granulocitarie (G-CSF), sono stati riportati casi comuni ma generalmente asintomatici di splenomegalia e casi molto rari di rottura della milza in donatori sani (e pazienti).
Alcuni casi di rottura della milza sono stati fatali.
Pertanto, le dimensioni della milza devono essere attentamente monitorate (per esempio, mediante esame clinico, ultrasuoni).
Si deve prendere in considerazione una diagnosi di rottura splenica nei donatori e/o pazienti che presentano dolore alla parte superiore sinistra dell�addome o all�estremit� della spalla. Speciali precauzioni in pazienti che ricevono cellule progenitrici del sangue periferico allogeniche mobilizzate con Granulokine I dati attuali indicano che le interazioni immunologiche tra le PBPC allogeniche e il ricevente possono essere associate a un rischio maggiore di malattia da reazione del trapianto verso l�ospite, acuta e cronica, in confronto al trapianto di midollo osseo. Speciali precauzioni in pazienti con neutropenia cronica grave (NCG) Conta delle cellule ematiche Le conte piastriniche devono essere monitorate attentamente, specialmente durante le prime settimane della terapia con Granulokine.
Deve essere presa in considerazione l'interruzione intermittente o la diminuzione della dose di Granulokine nei pazienti che sviluppano trombocitopenia, ovvero con piastrine costantemente < 100.000/mm3.
Possono verificarsi altre alterazioni del quadro ematologico, tra cui anemia ed incrementi transitori nei progenitori mieloidi, che richiedono un attento monitoraggio delle conte cellulari. Trasformazione in leucemia o in sindrome mielodisplastica Una speciale attenzione deve essere prestata alla diagnosi delle neutropenie croniche gravi per distinguerle da altri disordini ematologici quali l'anemia aplastica, la mielodisplasia e la leucemia mieloide.
Devono essere effettuate prima dell'inizio del trattamento conte differenziali delle cellule ematiche e conte piastriniche, nonch� una valutazione della morfologia del midollo osseo e del cariotipo. � stata osservata una bassa incidenza (circa il 3%) di sindromi mielodisplastiche (SMD) o di leucemia in pazienti affetti da neutropenia cronica grave trattati con Granulokine.
Tale evenienza si � osservata solo in pazienti con neutropenia congenita.
L'SMD e le leucemie sono complicanze naturali della malattia e non sono da porsi con certezza in relazione alla terapia con Granulokine.
Circa il 12% dei pazienti che avevano le valutazioni citogenetiche di base nella norma sono stati successivamente trovati con anomalie, compresa la monosomia 7, nel corso di ripetute valutazioni di routine.
Se i pazienti con neutropenia cronica grave sviluppano anomalie citogenetiche, i rischi ed i benefici di continuare la terapia con Granulokine devono essere attentamente valutati; la somministrazione di Granulokine deve essere interrotta se insorgono SMD o leucemia. Attualmente non � noto se il trattamento a lungo termine dei pazienti con neutropenia cronica grave possa predisporre i pazienti ad anomalie citogenetiche, a SMD o ad una trasformazione in leucemia.
Si raccomanda di effettuare nei pazienti esami morfologici e citogenetici del midollo osseo ad intervalli regolari (circa ogni 12 mesi). Altre speciali precauzioni Le cause di neutropenia transitoria, come infezioni virali, devono essere escluse. La splenomegalia � un effetto diretto del trattamento con Granulokine.
Negli studi � stata osservata una splenomegalia palpabile nel 31% dei pazienti.
Incrementi nel volume, misurati radiograficamente, sono stati riscontrati precocemente durante la terapia con Granulokine e tendevano ad un plateau.
Le riduzioni di dose rallentano o fermano la progressione della splenomegalia, e nel 3% dei pazienti � stata necessaria una splenectomia.
Il volume della milza deve essere controllato regolarmente.
La palpazione addominale dovrebbe essere sufficiente per rilevare incrementi anomali del volume splenico. Si � verificata ematuria/proteinuria in un piccolo numero di pazienti.
Una regolare analisi delle urine deve essere effettuata allo scopo di monitorare tali eventi. Non sono state stabilite la sicurezza e l'efficacia in neonati e pazienti con neutropenia autoimmune. Speciali precauzioni in pazienti con infezione da HIV Conta delle cellule ematiche La conta assoluta dei neutrofili (CAN) deve essere attentamente monitorata, specialmente durante le settimane iniziali della terapia con Granulokine.
Alcuni pazienti possono rispondere molto rapidamente e con un considerevole incremento della conta dei neutrofili alla dose iniziale di Granulokine.
Si raccomanda che la CAN sia misurata quotidianamente durante i primi 2.3 giorni di somministrazione di Granulokine.
Successivamente, si raccomanda che la CAN sia misurata almeno due volte alla settimana, durante le prime due settimane, e successivamente una volta alla settimana o a settimane alterne, durante la terapia di mantenimento.
Nel corso della somministrazione intermittente di Granulokine a 30 MU (300 g)/die, si possono verificare ampie fluttuazioni nel tempo della CAN del paziente.
Per deteminare il valore minimo o nadir della CAN di un paziente, si raccomanda di effettuare i prelievi di sangue, per la misura della CAN, immediatamente prima di ogni somministrazione programmata di Granulokine. Rischi associati ad incrementi di dose dei farmaci mielosoppressivi Il trattamento con Granulokine da solo non preclude la comparsa di piastrinopenia ed anemia dovute a farmaci mielosoppressivi.
Il paziente potrebbe essere a maggior rischio di sviluppare piastrinopenia ed anemia se ricevesse dosaggi incrementati o un numero maggiore di questi farmaci durante la terapia con Granulokine.
Si raccomanda un monitoraggio regolare della conta ematica (vedere sopra). Mielosoppressione causata da infezioni e neoplasie La neutropenia pu� essere dovuta ad infiltrazione midollare da infezioni opportunistiche, per esempio da Mycobacterium avium complex, o da neoplasie, come i linfomi.
Nei pazienti con midollo osseo infiltrato da infezioni o neoplasie, si deve prendere in considerazione un adeguato trattamento della malattia di base, oltre alla somministrazione di Granulokine per il trattamento della neutropenia.
Non sono stati stabiliti gli effetti di Granulokine sulla neutropenia dovuta ad infezioni o neoplasie infiltranti il midollo osseo. Speciali precauzioni nella malattia a cellule falciformi Nei soggetti con malattia a cellule falciformi, sono stati osservati episodi di crisi della malattia, in alcuni casi fatali.
Il medico deve considerare con cautela l�uso di filgrastim in pazienti con malattia a cellule falciformi e solo dopo attenta valutazione dei potenziali rischi e benefici.

04.5 Interazioni - [Vedi Indice].

La sicurezza e l'efficacia di Granulokine somministrato negli stessi giorni della chemioterapia citotossica mielosoppressiva non sono state stabilite in modo definitivo.
Dal momento che le cellule mieloidi in rapida divisione sono sensibili alla chemioterapia citotossica mielosoppressiva, si sconsiglia l'uso di Granulokine nelle 24 ore precedenti e successive alla chemioterapia.
Dati preliminari su un piccolo numero di pazienti trattati contemporaneamente con Granulokine e 5.
fluorouracile indicano che la neutropenia pu� essere aggravata. Le possibili interazioni con altri fattori di crescita emopoietici e citochine non sono state ancora studiate. Poich� il litio promuove il rilascio dei neutrofili, esso pu� potenziare l�effetto di Granulokine.
Sebbene questa interazione non sia stata formalmente studiata, non vi � evidenza che essa sia dannosa. 4.

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice].

Non ci sono dati circa la sicurezza di Granulokine nelle donne in gravidanza.
Esistono dati pubblicati in letteratura che dimostrano il passaggio transplacentare di filgrastim nelle donne in gravidanza.
Non esistono evidenze, in base agli studi effettuati su ratti e conigli, che Granulokine abbia effetti teratogeni.
� stata osservata nei conigli un'aumentata incidenza di aborti, ma non � stata riscontrata nessuna malformazione.
In gravidanza il possibile rischio per il feto derivante dall'uso di Granulokine deve essere valutato nei confronti dei benefici terapeutici attesi. Non � noto se Granulokine sia escreto nel latte materno.
L'uso di Granulokine non � raccomandato durante l'allattamento. 4.

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice].

Non sono stati osservati effetti sulla capacit� di guidare e sull�uso di macchinari. 4.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice].

 Pazienti neoplastici Negli  studi  clinici  il  pi�  frequente  effetto  indesiderato  attribuibile  a  Granulokine  alla  doseraccomandata � stato: dolore muscolo-scheletrico lieve o moderato nel 10% dei pazienti e gravenel 3%. Il dolore muscoloscheletrico � normalmente controllabile con gli analgesici.
Gli effettiindesiderati meno frequenti includono disturbi urinari, per lo pi� lieve o moderata disuria. Negli studi randomizzati, con controllo placebo, Granulokine non ha aumentato l'incidenza degli effetti  indesiderati  associati  alla  chemioterapia  citotossica.
 Gli  effetti  indesiderati  che  si  sono presentati   con   uguale   frequenza   nei   pazienti   trattati   con   Granulokine/chemioterapia   e placebo/chemioterapia  comprendono  nausea  e  vomito,  alopecia,  diarrea,  astenia,  anoressia, mucositi, emicrania, tosse, rash cutaneo, dolore toracico, spossatezza, mal di gola, costipazione e dolore non specifico. Con Granulokine, alle dosi consigliate, si sono verificati aumenti reversibili, dose-dipendenti, di solito lievi o moderati, di lattico-deidrogenasi, fosfatasi alcalina, acido urico e gamma-glutamil transpeptidasi, rispettivamente nel 50%, 35%, 25% e 10% circa dei pazienti trattati. Una riduzione transitoria della pressione sanguigna, non richiedente trattamento, � stata riportata occasionalmente. Disturbi vascolari, compresi sindrome veno-occlusiva e disturbi dell'omeostasi idrica, sono stati occasionalmente osservati in pazienti trattati con alte dosi di chemioterapia seguita da trapianto autologo di midollo osseo.
La relazione causale con Granulokine non � stata determinata. Casi  molto  rari  di  vasculite  cutanea  sono  stati  riportati  in  pazienti  trattati  con  Granulokine.
 Il meccanismo della vasculite nei pazienti che hanno assunto Granulokine � sconosciuto. � stata riportata occasionalmente la comparsa di Sindrome di Sweet (dermatosi febbrile acuta).
Comunque,  poich�  una  significativa  percentuale  di  questi  pazienti  presentava  una  diagnosi  di leucemia,  una  condizione  che  notoriamente  si  associa  con  la  Sindrome  di  Sweet,  non  �  stata stabilita una relazione causale con Granulokine. In casi singoli � stata osservata l�esacerbazione di artrite reumatoide. Sono  stati  riportati  rari  casi  di  reazioni  avverse  a  localizzazione  polmonare  fra  cui  polmonite interstiziale,  edema  polmonare  e  infiltrati  polmonari,  in  alcuni  casi  risultanti  in  insufficienza respiratoria o sindrome da sofferenza respiratoria dell�adulto (ARDS) che possono essere fatali (vedere paragrafo 4-4-) Reazioni   allergiche:   Reazioni   di   tipo   allergico,   inclusa   anafilassi,   rash   cutaneo,   orticaria, angioedema,  dispnea  e  ipotensione  sono  state  riportate  in  pazienti  che  ricevevano  filgrastim all�inizio della terapia o durante trattamenti successivi.
In generale le segnalazioni sono state pi� comuni dopo somministrazione endovenosa.
In alcuni casi i sintomi si sono nuovamente verificati dopo risomministrazione di filgrastim il che suggerisce una relazione causale.
 GRANULOKINE deve  essere  definitivamente  sospeso  nei  pazienti  nei  quali  si  �  manifestata  una  grave  reazione allergica. In  pazienti  con  malattia  a  cellule  falciformi  sono  stati  osservati  episodi  isolati  di  crisi  della malattia (vedere 4-4). 

Frequenza Apparato Effetto indesiderato
Molto comune (>10%) Apparato GastrointestinaleFegatoMetabolismo e nutrizione Nausea/VomitoAumento GGTAumento Fosfatasi AlcalinaAumento LDH

 

    Iperuricemia
Comune (1�10%) Organismo in generale SNC/SNPApparato GastrointestinaleApparato muscoloscheletrico Disturbi respiratori Cute e annessi AsteniaSpossatezza Cefalea Costipazione Anoressia Diarrea Mucosite Dolore toracicoDolore muscoloscheletricoTosseMal di gola Alopecia Rash cutaneo
Non comune (< 1%) Organismo in generale Dolore non specifico
Raro (< 0,1%) Sistema vascolare Disturbi vascolari
Molto raro (< 0,01%) Organismo in generaleApparato muscoloscheletrico Disturbi RespiratoriCute e annessi Sistema Urinario Reazione allergicaEsacerbazione       dell�artrite reumatoideInfiltrati polmonari Sindrome di Sweet Vasculite cutanea Disturbi urinari

 Mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico in donatori sani L�effetto   indesiderato   pi�   frequentemente   riportato   �   stato   il   dolore   muscolo-scheletricotransitorio da lieve a moderato.
E� stata riportata leucocitosi (leucociti > 50x109/l) nel 41% dei donatori e trombocitopenia transitoria (piastrine <100x109/l) successiva alla somministrazione di filgrastim e leucoaferesi nel 35% dei donatori. Incrementi minori e transitori di fosfatasi alcalina, LDH, SGOT e acido urico sono stati riportatiin donatori sani che hanno ricevuto filgrastim, senza per� dare origine ad effetti clinici.
Un peggioramento dei sintomi artritici � stato osservato molto raramente.Sono stati riportatati molto raramente sintomi indicativi di reazioni allergiche gravi. Negli  studi  su  donatori  di  PBPC  sono  state  registrate  cefalee,  ritenute  essere  provocate  da filgrastim. Sono stati riportati casi comuni ma generalmente asintomatici di splenomegalia e casi molto raridi rottura splenica in donatori sani e pazienti dopo somministrazione di   fattori di crescita delle colonie granulocitarie (G-CSF) (vedere paragrafo 4-4). 

Frequenza Apparato Effetto Indesiderato
Molto comune (> 10%) SNC/SNPSistema ematologico Apparato muscoloscheletrico CefaleaLeucocitosiPiastrinopeniaDolore muscoloscheletrico

 

Comune (1-10%) Metabolismo e nutrizione Aumento Fosfatasi alcalinaAumento LDH
Non comune ( <1%) Organismo in generaleSistema EmatologicoMetabolismo e nutrizione Apparato muscoloscheletrico Reazione allergica severaDisturbi alla milza Aumento SGOT IperuricemiaEsacerbazione       dell�artrite reumatoide

 Pazienti con neutropenia cronica grave (NCG) Sono stati riportati effetti indesiderati correlati alla terapia con Granulokine in pazienti affetti daNCG e per alcuni di questi la frequenza tende a diminuire con il tempo. Gli  effetti  indesiderati  pi�  frequenti  attribuibili  a  Granulokine  sono  stati  dolore  osseo  e  dolore muscolo-scheletrico generalizzato. Altri   effetti   indesiderati   comprendono   splenomegalia,   che   pu�   essere   progressiva   in   una minoranza  dei  casi,  e  piastrinopenia.
 Cefalea  e  diarrea  sono  stati  riportati  subito  dopo  l'inizio della terapia con Granulokine in meno del 10% dei pazienti.
Sono state riportate anche anemia ed epistassi. Sono stati osservati incrementi transitori dell'uricemia, della lattico-deidrogenasi e della fosfatasi alcalina,  non  associati  a  sintomi  clinici.
 Sono  state  inoltre  riportate  riduzioni  transitorie  e moderate della glicemia misurata non a digiuno. Eventi  avversi,  possibilmente  correlati  alla  somministrazione  di  Granulokine  e  generalmente riscontrabili  in  <  2%  dei  pazienti  con  NCG,  sono  stati:  reazioni  a  livello  del  sito  di  iniezione, cefalea, epatomegalia, artralgia, alopecia, osteoporosi e rash. Nel corso di somministrazioni prolungate � stata osservata nel 2% dei pazienti con NCG vasculite cutanea.
In qualche raro caso si � notata proteinuria/ematuria. 

Frequenza Apparato Effetto Indesiderato
Molto comune (>10%) Sistema Ematologico Metabolismo e nutrizioneApparato muscoloscheletricoDisturbi respiratori AnemiaSplenomegaliaIpoglicemiaAumento Fosfatasi AlcalinaAumento LDH IperuricemiaDolore muscoloscheletricoEpistassi
Comune (1-10%) SNC/SNPApparato Gastrointestinale Sistema ematologico FegatoApparato muscoloscheletricoCute e annessi CefaleaDiarrea Piastrinopenia Epatomegalia Osteoporosi AlopeciaVasculite CutaneaDolore nel sito d�iniezione

 

    Rash
Non comune (<1%) Sistema ematologicoSistema urinario Disturbi alla milzaEmaturiaProteinuria

 Pazienti con infezione da HIV Negli  studi  clinici,  l�unico  evento  avverso  considerato  correlato  alla  terapia  con  Granulokine �stato  dolore  muscolo-scheletrico,  principalmente  mialgia  e  dolore  osseo  da  lieve  a  moderato.
L�incidenza di questi eventi � stata simile a quella riportata in pazienti neoplastici. E� stata riportata splenomegalia correlata alla terapia con Granulokine in < 3% dei pazienti.
In tutti  i  casi  �  stata  di  entit�  da  lieve  a  moderata  all�esame  fisico  e  a  decorso  benigno;  nessun paziente ha avuto diagnosi di ipersplenismo e nessun paziente � stato sottoposto a splenectomia.
Non   �   chiara   la   relazione   con   Granulokine,   poich�   la   splenomegalia   viene   diagnosticata comunemente in pazienti con infezione da HIV ed � presente a vari livelli nella maggior parte dei pazienti con AIDS. 

Frequenza Apparato Effetto Indesiderato
Molto comune (>10%) Apparato muscoloscheletrico Dolore muscoloscheletrico
Comune (1-10%) Sistema ematologico Disturbi alla milza

 

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice].

Gli effetti del sovradosaggio di Granulokine non sono stati definiti.
L'interruzione del trattamento con Granulokine provoca generalmente la diminuzione del 50% del numero dei neutrofili circolanti entro 1.2 giorni, con un ritorno ai livelli fisiologici in 1.7 giorni.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice].

05.1 Propriet� farmacodinamiche - [Vedi Indice].

Categoria farmacoterapeutica: Citochine, Codice ATC L03AA02 Il G-CSF umano � una glicoproteina che regola la produzione e il rilascio di neutrofili funzionali dal midollo osseo.
Granulokine, che contiene r-metHuG-CSF (filgrastim), provoca un notevole aumento del numero dei neutrofili periferici entro 24 ore ed un incremento minore dei monociti. In alcuni pazienti affetti da neutropenia cronica grave, filgrastim pu� inoltre indurre un incremento minore del numero degli eosinofili e dei basofili circolanti rispetto ai valori basali; alcuni di questi pazienti possono presentare eosinofilia o basofilia gi� prima del trattamento.
Nell'ambito posologico raccomandato, l'aumento del numero dei neutrofili � dose-dipendente.
I neutrofili prodotti in risposta a filgrastim mostrano una funzionalit� normale o aumentata, come dimostrato da studi sulla chemiotassi e sulle propriet� fagocitarie.
Al termine del trattamento con filgrastim, il numero dei neutrofili circolanti diminuisce del 50% in 1.2 giorni tornando ai livelli fisiologici in 1.7 giorni. L'uso di filgrastim, in pazienti che sono stati sottoposti a chemioterapia citotossica, porta ad una significativa riduzione dell'incidenza, della gravit� e della durata della neutropenia e della neutropenia febbrile. Il trattamento con filgrastim riduce significativamente la durata della neutropenia febbrile, dell�uso di antibiotici e dell�ospedalizzazione dopo chemioterapia di induzione per leucemia mieloide acuta o terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo.
L�incidenza di febbre e di infezioni documentate non era ridotta in entrambe queste aree.
La durata della febbre non era ridotta dopo terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo. L'impiego di filgrastim, da solo o dopo chemioterapia, � in grado di mobilizzare le cellule progenitrici emopoietiche nel sangue periferico.
Queste cellule autologhe progenitrici del sangue periferico (PBPC) possono essere raccolte e reinfuse dopo terapia citotossica ad alte dosi, in alternativa o in aggiunta al trapianto di midollo osseo.
L'infusione di PBPC accelera il recupero emopoietico riducendo la durata del rischio di complicazioni emorragiche e la necessit� di trasfusioni di piastrine. I pazienti che hanno ricevuto cellule allogeniche progenitrici del sangue periferico mobilizzate con Granulokine, hanno mostrato un recupero ematologico molto pi� rapido; questo ha portato ad una significativa diminuzione nel tempo di recupero delle piastrine, senza interventi aggiuntivi, in confronto al trapianto allogenico di midollo osseo. Uso di filgrastim per la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico in donatori sani prima del trapianto allogenico delle cellule progenitrici del sangue periferico Nei donatori sani, una somministrazione sottocutanea di 10 �g/kg/die per 4.5 giorni consecutivi ha permesso, nella maggioranza dei donatori dopo due leucoaferesi, la raccolta di un numero di cellule CD34+ > 4x106 per kg di peso corporeo del ricevente. L'uso di filgrastim in pazienti adulti o pediatrici con neutropenia cronica grave (neutropenia congenita grave, ciclica e idiopatica) induce un incremento prolungato della conta assoluta dei neutrofili nel sangue periferico ed una riduzione degli episodi infettivi e delle relative conseguenze. L�utilizzo di filgrastim in pazienti con infezione da HIV mantiene la conta dei neutrofili a livelli normali cos� da permettere la somministrazione di farmaci antivirali e/o mielosoppressivi ai dosaggi programmati.
Non esistono evidenze che i pazienti con infezione da HIV trattati con filgrastim abbiano un incremento della replicazione dell�HIV. Come con altri fattori di crescita ematopoietici, il G-CSF ha mostrato in vitro propriet� stimolanti sulle cellule endoteliali umane.

05.2 Propriet� farmacocinetiche - [Vedi Indice].

Sia dopo somministrazione per via sottocutanea che endovenosa, l'eliminazione di filgrastim ha mostrato di seguire una cinetica di primo ordine.
L'emivita di eliminazione di filgrastim � di circa 3,5 ore, con una clearance di circa 0,6 ml/min/kg.
In pazienti sottoposti a trapianto autologo di midollo osseo, l'infusione continua di Granulokine per un periodo fino a 28 giorni non ha evidenziato accumulo del farmaco ed ha permesso di rilevare un'emivita comparabile.
Esiste una correlazione lineare positiva tra la dose e la concentrazione plasmatica del filgrastim somministrato sia per via sottocutanea che endovenosa.
A seguito della somministrazione sottocutanea delle dosi raccomandate, le concentrazioni plasmatiche si sono mantenute al di sopra di 10 ng/ml per 8.16 ore.
Il volume di distribuzione � di circa 150 ml/kg.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice].

Non esistono dati preclinici di rilevanza per il medico in aggiunta a quelli gi� inclusi negli altri paragrafi del torna all'INDICE farmaci.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice].

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice].

Sodio acetato* Sorbitolo Polisorbato 80 Acqua per preparazioni iniettabili * il sodio acetato si forma dalla salificazione dell�acido acetico glaciale con sodio idrossido

06.2 Incompatibilit� - [Vedi Indice].

Granulokine non deve essere diluito con soluzioni saline. Una volta diluito filgrastim pu� essere adsorbito da materiali in vetro e plastica. Il medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
(Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione).

06.3 Periodo di validit� - [Vedi Indice].

30 mesi. La stabilit� chimica e fisica della soluzione per infusione diluita � stata dimostrata per 24 ore a temperatura compresa tra 2�C e 8�C.
Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente.
Se non viene usato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell�uso sono responsabilit� dell�utilizzatore e non si devono superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2�C e 8�C, a meno che la diluizione avvenga in condizioni asettiche controllate e validate.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice].

Conservare a temperatura compresa tra 2�C e 8�C. La soluzione diluita di Granulokine deve essere conservata a temperatura compresa tra 2�C e 8�C.
L�esposizione accidentale a temperature di congelamento non pregiudica la stabilit� di Granulokine.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice].

Astuccio da una o cinque siringhe preriempite da 0,5 ml di Granulokine soluzione iniettabile Le siringhe preriempite sono di vetro di tipo I con ago di acciaio inossidabile prefissato. La copertura dell�ago della siringa preriempita contiene gomma naturale secca (un derivato del lattice).
Vedere paragrafo 4.4.
E� possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice].

In caso di necessit�, Granulokine pu� essere diluito in soluzione glucosata al 5%. E� da evitare in ogni caso una diluizione che porti a una concentrazione finale inferiore a 0,2 MU (2 �g) per ml. La soluzione deve essere ispezionata visivamente prima dell�uso.
Devono essere usate solo soluzioni limpide e senza particelle. Per i pazienti trattati con filgrastim diluito a concentrazioni inferiori a 1,5 MU (15 �g) per ml, alla soluzione deve essere aggiunta albumina sierica umana fino a raggiungere una concentrazione finale di 2 mg/ml. Ad esempio: in un volume finale da iniettare di 20 ml, a una dose totale di filgrastim inferiore a 30 MU (300 �g) si devono aggiungere 0,2 ml di soluzione di albumina umana al 20% (Ph.Eur.). Granulokine non contiene conservanti.
Considerando un possibile rischio di contaminazione microbica, le siringhe di Granulokine sono solamente monouso.
Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformit� alla normativa locale vigente. Quando Granulokine � diluito con soluzione glucosata al 5% risulta compatibile con il vetro e con numerose materie plastiche compresi PVC, poliolefina (copolimero del polipropilene e del polietilene) e polipropilene.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

Amgen Europe B.V.
� Minervum 7061 � 4817 ZK Breda (Paesi Bassi).

08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

�30/0,5 ml siringhe preriempite� 1 siringa preriempita monouso da 0,5 ml: AIC n� 027772096/M �30/0,5 ml siringhe preriempite� 5 siringhe preriempite monouso da 0,5 ml: AIC n� 027772108/M

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice].

Data di prima autorizzazione: Maggio 2003/Marzo 2005

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - [Vedi Indice].

APRILE 2007

 

home

 


Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
carloanibaldi.com - Copyright � 2000-2012 - Anibaldi.it@Network - Tutti i diritti riservati.
[http://www.carloanibaldi.com/terapia/schede/summary.htm]